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Tumore non operabile ai polmoni: la speranza “immunoterapia”

In pochi mesi anche in Italia si potrà sperimentare la nuova cura per tentare di fermare il tumore ai polmoni, nella sua fase NON operabile. Si tratta della  “immunoterapia oncologica, a base di pembrolizumab”, medicina che l’AIFA (Agenzia italiana del Farmaco) ha stabilito rimborsabile sia in soggetti sotto chemio che in soggetti che non affrontano ancora certe cure. Si è arrivati a questo risultato dopo uno studio (chiamato Kenyote 024) che ha coinvolto 300 persone e che ha ottenuto il 40% della riduzione del rischio di morte, anche in soggetti non operabili.

La nuova cura in cifre

Altri risultati in cifre: 50% della riduzione del peggioramento, 70% dei pazienti ancora in vita a un anno dall’inizio ella terapia, i pazienti senza recidive sono 48% con la immunoterapia (solo 15% con la chemio). Pembrolizumab non è una scoperta del tutto nuova, dato che in Italia si usava per fermare il melanoma. Non è una pozione magica e non agisce da sola, ma va affiancata alle cure base come chemio, radioterapia e altre terapie farmaceutiche. Con la differenza che l’aggiunta di questa molecola accelera i benefici delle altre cure.  I pazienti sui quali la molecola ha più effetti benefici sono quelli che esprimono, nel tumore, la proteina PD-L1 che impedisce al sistema immunitario di riconoscere il tumore. La molecola in questione inibisce proprio questa proteina e la sua azione dannosa.

 L’unico problema

Sui pazienti colpiti da carcinoma polmonare non microcitoma (cioè non a piccole cellule) in fase avanzata, non operabile, e con livelli elevati di PD-L1, dunque, il farmaco agisce in modo diretto e immediato e soprattutto senza conseguenze tossiche per le parti sane del corpo.  Si sta studiando per portare questo trattamento a livelli tali da coinvolgere tutti i tipi di tumore al polmone che però, a causa dei diversi tipi di tossina che li causano, non si somigliano gli uni con gli altri. La complicazione che precede l’applicazione di questa immunoterapia sta nel fatto che per capire chi sono i pazienti con queste caratteristiche occorre prelevare parte del tessuto malato dal loro polmone, un’operazione che in certe condizioni non tutti possono reggere.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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