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Stamina: assolti da (quasi) tutte le accuse

Colpo di scena nel famoso e triste caso “Stamina”, il metodo a base di cellule staminali ideato da Davide Vannoni e messo in pratica, segretamente, per molti anni tra l’Italia e alcuni stati dell’est Europa dove diverse persone sono state trattate anche per malattie gravissime. Le accuse al metodo staminale partirono da Brescia, dove in effetti operava all’inizio Vannoni con i suoi assistenti, e si allargò a tutta l’Italia e non solo.

Due anni per aver usato farmaci imperfetti

Fu istituita una commissione per capire che cosa fosse Stamina e soprattutto che validità scientifica avesse. Una guerra vera e propria, con la prima commissione sciolta per le proteste di Vannoni e una nuova radunata in un secondo momento. Indagini, anche delle forze dell’ordine, raccolsero prove bastanti ad avviare un processo fermando intanto le cure e rimandando a casa i pazienti (molti bambini gravemente malati). Il processo ha portato oggi a una sentenza per il cosiddetto “filone bresciano” della squadra di Vannoni: assolti da (quasi) tutte le accuse il pediatra Fulvio Porta, la responsabile del laboratorio cellule staminali, Arnalda Lanfranchi, la ex direttrice sanitaria Ermanna Derellie la segretaria scientifica del Comitato etico Carmen Terraroli. Nessuna associazione a delinquere, quindi, ma una pena è stata comunque riconosciuta.

Due anni di carcere per tutti per aver “somministrato ripetutamente farmaci imperfetti”, una responsabilità riconosciuta solamente per il periodo compreso tra il 2011 e il 2012. In ogni caso è stato approvato il rimborso per le famiglie che hanno avuto danni e che hanno dovuto sostenere le spese legali contro Stamina (25.000 euro in totale). Per ulteriori dettagli occorre attendere la pubblicazione della sentenza sul sito del Ministero della Salute.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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