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L’amore? E’ solo una connessione nervosa

Se siete innamorati, se lo siete da diversi anni, se siete fedeli e uniti come quelle rare coppie che rientrano nelle casistiche della felicità il merito è tutto di una connessione nervosa. Crollano tutti i miti romantici, soprattutto quello del cuore che regola l’amore. E’ una questione di cervello e di collegamenti tra le sue due aree principali, se mancano quelli, o se funzionano più lentamente si diventa … infedeli! Lo rivela uno studio della Emory University condotto prima sui roditori (classici, come i topi, o selvatici come le avricole) e poi sull’uomo.

L’amore è una connessione

Esistono delle connessioni nervose particolari tra corteccia prefrontale (area deputata alle decisioni) e nucleo accumbens (area della gratificazione e del piacere) e quando queste sono rapide e continue, e stimolate costantemente, il partner che si ha accanto viene sempre visto con occhi nuovi ogni giorno e non si sente la necessità di cercare “altro”. Più tali connessioni sono attive meglio si sviluppa il rapporto di coppia e anzi, a volte, tali connessioni sono attive prima ancora che si incontri il partner giusto e sono proprio queste che spingono alla ricerca della persona ideale. Potrebbero anche queste spiegare perché alcune persone tradiscono continuamente e altre, invece, dopo un tradimento restano fedeli alla seconda moglie per sempre.

Il sesso migliora tale connessione

L’amore dunque è talmente scientifico da potersi misurare con le dovute tracce elettriche? Pare di sì. E tuttavia queste connessioni vanno allenate e coltivate perché se si “spengono” termina anche l’attrazione. Il sesso con la persona giusta, infatti, stimola e aumenta il numero delle connessioni e la loro velocità. Ecco perché certe coppie riescono a “piacersi” anche dopo 50 anni di vita insieme.  Conoscendo questo si potrà lavorare su nuove terapie per le coppie in crisi, chissà che non si trovi il modo di “risvegliare” le connessioni laddove non ci sono più o se non si possa capire il misterioso meccanismo dell’autismo che di fatto pare cancellare tutti i sentimenti empatici.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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