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I vaccini uccidono? No, uccide l’errore umano

Sono pronti a scatenarsi i cavalieri dell’ anti-vaccino, nel sentire la notizia di oggi su quanto successo in Africa la scorsa settimana. Quindici bambini morti dopo aver ricevuto il vaccino contro il morbillo. Peccato che la colpa non fosse del vaccino ma di un clamoroso errore umano verificatosi nel locale ospedale. Siamo in una provincia del Sud Sudan dove da tempo è in atto una sana campagna di vaccinazione anti morbillo su 2 milioni di piccoli dai 5 ai 12 anni.

Vaccini bruciati dal caldo

Qualcosa però è andato storto nel caso di 15 bambini che hanno sviluppato forti reazioni e sono morti. La commissione istituita immediatamente dalle autorità locali e dall’UNICEF ha verificato che la partita di vaccini di quel particolare ospedale era stata conservata in modo inadeguato e il farmaco, col caldo africano, era andato a male. Inoltre, avendo usato una sola siringa su tutti e 15 i bambini, i residui di medicinale avariato sono passati a tutti e in dosi sbagliate (si sarebbero dovute usare siringhe diverse per i piccoli e per i grandi). Un doppio errore umano che ha causato una tragedia da una iniziativa che doveva salvare vite umane.

In Africa si vaccinano tutti

Intanto, altrove dove i vaccini sono stati usati bene, i bimbi africani sono stati quasi tutti vaccinati e senza alcuna conseguenza. La copertura di vaccinazione africana supera anche di molto quella italiana, il che ci fa considerare quanta voglia abbiano queste popolazioni di proteggere la propria vita e quella dei propri figli. L’Africa che da tempo combatte con malaria ed epatiti, che ha conosciuto Ebola, non vuole permettere al morbillo di mettere a rischio quel che rimane della popolazione. Per questo la gente continua a fidarsi, nonostante gli errori umani, dimostrando una maturità dalla quale dovremmo tutti imparare.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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