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Parkinson: arriva il cronometro della diagnosi

Quando qualcosa si “rompe” nel cervello, in sordina, comincia il Morbo di Parkinson. Cresce lentamente e arriva a interrompere tutti i collegamenti tra cervello e muscoli causando prima un tremito inarrestabile e poi la progressiva rigidità fisica fino alle conseguenze più gravi e alla morte. Prevederlo in tempo potrebbe aiutare molte persone non tanto a guarire ma almeno a cominciare le cure in tempo e ad alleviare i sintomi. In alcune persone i primissimi segni della malattia (spesso sottovalutati) si hanno anche a 30 anni…

L’orologio che segna il tremito

Una ricerca anglo-italiana ha messo a punto un “cronometro della diagnosi”, o meglio un orologio con sensori speciali in grado di registrare variazioni nel tremito di un corpo e di capire quando è un segnale di Parkinson e quando no. Grazie ai ricercatori dell’Università Campus Bio-Medico di Roma in collaborazione con i colleghi dell’Università di Oxford ora esiste un brevetto che lancia il prodotto nel mondo. Si tratta di “un indice diagnostico non invasivo della malattia di Parkinson con un’accuratezza vicina al 92 % che sebbene non possa definirsi una vera diagnosi aiuta moltissimo i medici nel farla.

Il tremito del Parkinson

L’orologio è in grado di distinguere un tremore “normale” (da emozione, da spasmo muscolare, da freddo) da un tremore patologico e di capire quando tale patologia è il Parkinson. Ma non può valere come diagnosi perché solo nel 60-70% di pazienti con Parkinson si registra un tremore costante, anche se in minima quantità, agli inizi. Se si considera che è una ottima base da cui partire, però, possiamo sperare che lo strumento verrà ulteriormente migliorato nel corso degli anni e anche grazie al suo nuovo utilizzo sugli uomini che fornirà dati molto più precisi a riguardo.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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