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Muore per infezione dopo tatuaggio: ripassiamo le regole

“Gesù è la mia vita”, aveva scritto sulla gamba. Ma proprio quella scritta, invece, lo ha portato alla morte. O meglio, la colpa non è della “scritta” (del tatuaggio) ma del comportamento del ragazzo, un giovane americano del Texas appassionato di tatuaggi che di fatto ne aveva diversi altri in corpo. Stavolta però qualcosa non ha funzionato. Forse la troppa fretta di fare un bel bagno, per mostrare a tutta la spiaggia il capolavoro, forse un eccesso di inquinamento nel mare … fatto sta che una grave infezione alla pelle lo ha ucciso.

Le regole per dei sani tatuaggi

I tatuaggi, non è la prima volta che si dice, devono seguire regole ferree e importantissime. Guai a sgarrare. Questi disegni vengono incisi sotto pelle con degli aghi che iniettano inchiostri colorati, spesso a base di sostanze tossiche sebbene rese leggere dalla scarsa quantità, ma che in eccesso possono causare molto danno. Le regole base per avere tatuaggi senza preoccupazione sono: fare disegni piccoli, circoscritti, presso laboratori puliti e con aghi sterili. Possibilmente usando un inchiostro scuro e mai colorato. Infine, tenere coperto dalla benda finché non lo dice il tatuatore e mai esporsi a sole, aria e acqua col tatuaggio fresco. Cosa che probabilmente invece ha fatto il ragazzo texano.

Pericolo batteri

Immergendosi nell’oceano Atlantico, sul golfo del Messico (mare tra l’altro inquinatissimo, dove sorgono molte piattaforme petrolifere), col tatuaggio fresco e ancora non cicatrizzato il giovane si è esposto all’attacco di batteri che già di per sé sono pericolosi, dato che possono causare infezioni intestinali, ma che hanno trovato nella ferita aperta del suo tattoo campo fertile per diffondersi. La gamba è gonfiata, è diventata nera, ovunque si formavano bolle piene di liquido e la febbre alta lo ha mandato prima in coma e poi alla morte. I medici non danno consigli tanto per darli. Fare i “grandiosi” solo per qualche complimento in più, senza usare la testa, a volte può costare la vita.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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