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L’ospedale “Bambino Gesù” adotta il piccolo Charlie

E’ questione di ore e poi il Governo inglese, insieme all’ospedale Great Ormond Street di Londra, potrebbe staccare le macchine che tengono in vita il piccolo Charlie Gard, il bimbo di 10 mesi la cui storia sta commuovendo il mondo. Affetto da una rara malattia che impedisce al piccolo di muoversi e respirare, la vita di Charlie è condannata ad essere regolata da macchinari impegnativi e costosi … troppo costosi… per l’Inghilterra. Ma i medici non danno il permesso di spostare il bimbo in America, dove forse una terapia sperimentale potrebbe salvarlo, né permettono ai genitori di portarlo a casa a morire.

La proposta del “Bambino Gesù”

Un crudele braccio di ferro che  è divenuto una lotta contro il tempo. Con i genitori, da un lato, che chiedono aiuto, il Papa dall’altro che invoca pietà e il presidente americano Trump che si risveglia dal sonno e dichiara di voler aiutare anche lui il piccolo paziente. Ma in mezzo a tutto questo, concretamente, si fa avanti l’ospedale pediatrico romano “Bambino Gesù” che invita la famiglia di Charlie a considerare un trasferimento del piccolo in Italia. I vertici del nosocomio romano sono già in contatto con quelli dell’ospedale londinese per decidere le possibilità di movimento. Potrebbe essere questa la speranza per Charlie.

Un bimbo come Charlie

In Italia esiste un caso simile, dove il bambino ha già compiuto 9 anni. Il piccolo Emanuele soffre anche lui di deplezione del DNA mitocondriale come Charlie ma ha superato i primissimi anni e oggi ha una vita relativamente accettabile. Non si muove ma usa gli occhi per comunicare col computer e scrivere, ha “imparato” a respirare da solo nei limiti del possibile e sebbene non parli riesce ad avere una interazione con altri bambini. Segno che anche Charlie potrebbe farcela e che i suoi genitori non devono arrendersi. Si spera che riusciranno a portare il loro bimbo a Roma e che le cure e l’amore di chi gli vuole bene aiutino Charlie a fare qualche piccolo, minuscolo progresso. Per quanti anni ancora gli restino da vivere, che potrebbero essere due o forse … chissà.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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