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Morbillo, l’Italia non ha più copertura

Mentre il popolo (40.000!) dei “no vax” cambia nome e si auto battezza FREE VAX -in nome della libertà di scelta sui vaccini- arriva la drammatica notizia che l’Italia per la prima volta dal 1800 non ha più copertura alcuna contro il morbillo. Questa estate i casi sono il 370% in più rispetto agli anni passati, come a dire che nessuno è più protetto e che la malattia potrebbe dilagare indisturbata con tutti i danni che trascina con sé.

Giovani e bambini ad alto rischio

Ci sono 3.500 casi di contagio da gennaio ad oggi, il 35% dei quali ha almeno una complicazione grave. Del campione preso in esame, l’89% non era vaccinato, il 6% era stato vaccinato ma senza il dovuto richiamo iniziale. I ricoveri in ospedale hanno riguardato quasi la metà dei contagiati, con un altro 22% che ha dovuto far ricorso al pronto soccorso per complicanze improvvise dovute all’evolversi della febbre. Il 56% dei malati erano giovani al di sotto dei 40 anni, mentre il 6% erano neonati. Molti anche i medici e gli infermieri contagiati, in particolare i nati prima degli anni Ottanta quando ancora il vaccino contro il morbillo non era in commercio.

Quando i vaccini erano facoltativi

La differenza sta proprio in questo: un tempo, quando i vaccini non c’erano o non erano sul mercato, i genitori avrebbero pagato per far sì che i figli fossero protetti. Oggi che la protezione è valida, disponibile ed efficace si mettono in pericolo i propri figli volontariamente. Le proteste “free vax” non funzionano, perché i vaccini sono stati “facoltativi” per 30 anni in Italia e questa libertà ha prodotto solo tanta ignoranza e falsi profeti del web che ipotizzavano “veleni” non meglio specificati, diffondendo un terrore medievalista che ha portato ai risultati di oggi. Siamo oltre il 100% dei contagi, siamo tutti in pericolo. Grazie a chi ha remato contro.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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