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Vaccini: l’epidemia di morbillo “atterra” i nuotatori azzurri

“Abbiamo fatto la figura dei cavernicoli, col mondo”, così Roberto Burioni il medico della nazionale di nuoto italiana, il mitico Settebello azzurro, ha commentato l’epidemia di morbillo che ha colpito  parte degli atleti che dovevano partecipare ai prossimi mondiali in Ungheria. Una figura anche ridicola, se si pensa che nel resto del mondo civilizzato il morbillo è una malattia da bambini in età prescolare (l’età, cioè, prima della vaccinazione) mentre nessun adulto la contrae dato che vaccinarsi è pratica intelligente e diffusa ovunque… tranne che in Italia!

Atleti vittime dei vaccini facoltativi

Tre atleti di vent’anni col morbillo significa, prima di tutto, gare sportive a rischio; in secondo luogo significa rischio contagio per altri atleti italiani; in terzo luogo significa, per i ragazzi colpiti (due di loro sono in ospedale), conseguenze pesanti che potrebbero protrarsi anche per mesi dopo la fine della fase acuta. Per tutto questo, ovvero per il dramma degli atleti e per la figuraccia storica italiana, bisogna ringraziare la fallimentare politica del “vaccino facoltativo” e la superficialità di genitori che credono a tutte le false notizie che girano sul web senza informarsi. Furiosi i tecnici della nazionale di nuoto che se la prendono con i parlamentari: “Secondo loro sono esagerazioni e non esiste nessuna epidemia!”

E adesso vaccino per tutti

La maggior parte dei nuotatori oggi in gara, sono giovani nati a fine anni Novanta, periodo in cui cominciava a circolare la bufala diffusa da un sedicente medico inglese e che condannava i vaccini come “veleni chimici” e come “causa dell’autismo”. In Inghilterra la notizia è stata liquidata in poche settimane, nel resto del mondo ci si è riso sopra. Solo nell’Italia dei superstiziosi è stata presa sul serio e sono stati esposti al pericolo migliaia di neonati. Oggi, quei neonati hanno 20 anni o 25 anni, sono tra di noi e sono portatori di un virus che ha effetti pesantissimi soprattutto se contratto da adulti. Gli atleti in modo particolare, vivendo spesso a stretto contatto e scambiandosi contatti anche negli spogliatoi, sono molto esposti al rischio. Il risultato di tutto questo? Una squadra di nuoto più debole e vaccino obbligatorio per tutti gli atleti azzurri. Perché alla fine la stupidità perde sempre.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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