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Psicologia: ecco come Instagram rivela il nostro umore

In inglese, la parola “blue” significa malinconia, tristezza, depressione. La stessa parola indica il colore che tutti conosciamo, il freddo blu, che per molti è anche un bel colore rilassante ma quando si insinua troppo nelle nostre foto, anche nel bianco e nero, indica sicuramente uno stato d’animo triste. Lo hanno capito i ricercatori di EPJ Data Science, valutando migliaia di post di utenti Instagram, il famoso programma fotografico per cellulari che permette di ritoccare gli scatti con filtri, ombreggiature e tinte particolari.

Filtri blu per persone tristi

Le tinte e i filtri servono per dare eleganza e originalità agli scatti banali fatti col cellulare, ma a quanto pare da come e quanto li usiamo si capisce fino a che punto siamo depressi. Se siamo tristi tendiamo a mettere sulle nostre foto filtri freddi (blu, verdino, vintage stile anni Sessanta) e ad usare di più il bianco e nero. Se invece il nostro umore vola alto usiamo di più colori e filtri caldi. Non si tratta ancora di “diagnosi” perfette ma sicuramente si è visto che rispetto alle diagnosi dei medici umani il “metodo Instagram” indovinava la depressione con un buon 70% (contro 42%).  Ciò non deve instaurare una gara di competenze tra computer e medici, ma indurli a collaborare. Si può usare il sistema sopra descritto per intuire una depressione prima che siano manifesti i sintomi.

Chi è triste non fotografa le facce

Lo studio è stato il risultato di diverse interviste e di compiti affidati a  166 persone, la metà delle quali avevano riferito di essere depresse.  Senza sapere i nomi e i dati clinici dei depressi rispetto ai sani, l’analisi delle loro foto Instagram nel corso di tre anni ha riconosciuto dal colore usato chi erano i soggetti tristi e chi quelli normali o felici. Il filtro più usato dalle persone tristi è INKWELL, una sorta di seppia/bianconero, mentre le persone felici usavano i più il VALENCIA. Inoltre, chi era depresso postava meno foto di persone e di visi rispetto ai non depressi. Dunque le persone tristi cercavano paesaggi o dettagli di un luogo o di un evento, mentre quelle felici scattavano più foto agli amici ma anche a se stesse con amici.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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