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Vivere con la Sindrome di Asperger. Ecco chi ci riesce

A prima vista sembrano persone molto timide, ma in realtà soffrono terribilmente per una malattia che va oltre la timidezza. La SINDROME DI ASPERGER è una patologia mentale riconosciuta di recente ma per anni ignorata o sottovalutata. Non si sa ancora molto di essa, e soprattutto non si sa bene come trattarla perché non è uguale per tutti e non ha, in tutti, la stessa prospettiva di miglioramento. Si tratta infatti di un disturbo pervasivo dello sviluppo caratterizzato dalla difficoltà nell’interazione sociale e da schemi inusuali e limitati di interessi e di comportamento. Parente dell’autismo, ma molto alla lontana. 

Vita da “aspie”

Gli “Aspie” (pazienti con Asperger) possono avere livelli di gravità diversi: c’è chi si chiude in un mondo blindato, dove anche un abbraccio scatena reazioni rabbiose, e in quel caso si tratta di forme gravi molto simili all’autismo; ma esistono anche forme talmente lievi da essere “confuse” con disturbi ossessivi, o con estrema timidezza. Le persone che soffrono di questo secondo tipo di Asperger possono vivere una vita “normale”, come dimostra la storia di Steve e Hannah (foto), una coppia americana che di recente ha rilasciato una lunga intervista proprio per spiegare come si riesce a convivere con questo disturbo. I due hanno perfino due bambini, e Steve – che è un “Aspie”- li coccola e li segue come il migliore dei padri. Ha anche un lavoro e una vita di coppia… “Ma tutto deve seguire uno schema, deve essere pianificato”.

L’importante è seguire lo schema

Per gli Asperger, infatti, gravi o meno gravi che siano, il mondo segue un ordine logico che loro hanno deciso nella loro mente. Qualsiasi interruzione o imprevisto può scatenare in loro rabbia, nervi, disperazione! Per fare un esempio: se la mattina appena alzati leggono prima il giornale e dopo fanno colazione, l’ordine delle due cose non va MAI invertito! Un paziente Asperger magari ti dice “ti voglio bene” solo una volta l’anno, ma ti dimostra quanto ci tiene a te con una serie di azioni che rivelano dei sentimenti, ma sono sentimenti mai espressi. Certo, ci sono dei limiti … come la difficoltà a riconoscere volti, la difficoltà ad affrontare gruppi di persone, ad andare alle feste o alle riunioni di lavoro… ma se si indovina lo schema giusto all’interno del quale muoversi l’Asperger sarà un ottimo padre, amico, lavoratore e parente. In attesa di capire meglio la malattia, questi soggetti devono essere comunque seguiti da uno psicanalista e -in casi gravi- assumere delle medicine. Ma non li si deve emarginare perché possono vivere come tutti gli altri … anzi, forse sono i migliori a seguire le regole del gioco della vita.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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