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Ritratto del terrorista medio

Ci risiamo, dopo una lunga pausa si torna a parlare di attentati, morti, terroristi e Stato Islamico. Ogni volta che l’ISIS rivendica un attacco si scatenano i soliti dibattiti e ci si mette gli uni contro gli altri, culturalmente e religiosamente. Ma la scienza va oltre questi parametri e cerca un denominatore alternativo che spieghi la “follia” del singolo che poi viene rivendicata, per comodità, dal terrorismo internazionale. Chi è il terrorista?

Persone arrabbiate, violente e deluse

Oggi sono “gli islamici”, ma negli anni settanta erano “i comunisti”, in Messico ad inizio Novecento erano “i contadini”… non esiste un tipo preciso legato a una sola cultura o fede. Il terrorista medio, secondo molti psicanalisti che studiano il fenomeno, ha sì degli elementi standard riconoscibili ma poco hanno a che vedere con la cultura. Si tratta quasi sempre di persone giovani, quindi nel pieno dell’età in cui si crede in un ideale. Sono spesso giovani delusi.… dalla vita (lavoro, amore, famiglia) o dall’ideale stesso che avevano prima, per cui ne cercano uno autodistruttivo a cui aggrapparsi. Molte volte sono persone già “abituate” a situazioni pericolose, come piccoli criminali, spacciatori, o gente che si droga e che sotto l’effetto di quelle sostanze ha sfidato il mondo!  Il terrorista medio cerca la morte spettacolare per poter avere quella considerazione che non ha mai avuto nel corso della sua vita. Possono essere persone sensibili umiliate in continuazione, anche vittime di bullismo, oppure lavoratori un tempo onesti rovinati da colleghi disonesti. Possono essere persone disadattate per motivi economici o caratteriali che trovano nell’ideale violento il riscatto che cercavano. Per questo non si può combattere con “una guerra” la paura dell’ISIS. Il modo per sconfiggerlo è più capillare… si deve lavorare sull’accoglienza (intesa come: far sentire parte di un gruppo), l’educazione, la sensibilità verso l’altro e l’attenzione ai segnali di depressione. E’ terreno aperto per psicologi e insegnanti, sono loro in prima linea dentro la società che ospita questi potenziali pericoli.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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