Home » Benessere » Muore paziente cardiopatica, i parenti distruggono l’ospedale

Muore paziente cardiopatica, i parenti distruggono l’ospedale

Nell’Italia delle violenze e degli arroganti è vietato morire. Anche se sei una paziente cardiopatica e già reduce da diverse complicazioni. Per i medici e gli infermieri, lavorare è diventata una lotta quotidiana non solo contro le difficoltà di strutture carenti e di mezzi stentati, ma anche contro i parenti dei pazienti che vogliono dettar legge dove non compete loro. La storia assurda di oggi viene da Palermo, ospedale “Cervello” (uno dei migliori tra l’altro!) dove è deceduta, per gravi complicazioni, una donna di 58 anni malata di cuore da tempo.

Una paziente con tanti problemi

La signora era già entrata e uscita diverse volte dall’ospedale e aveva subito un delicato intervento al cuore lo scorso anno, senza particolari problemi a conferma dell’ottimo lavoro dei medici. Purtroppo la sua malattia non si limitava a scompensi cardiaci, ma coinvolgeva anche altri organi come i reni. Doveva sottoporsi a dialisi continue e anche la scorsa settimana è tornata in ospedale per questo trattamento. Purtroppo una grave complicazione ha portato al nuovo cedimento del suo cuore, ma è stata immediatamente soccorsa e le era stato impiantato un pace-maker che aveva risolto la situazione di emergenza.

I parenti hanno distrutto un reparto

Nonostante l’attento monitoraggio e l’assistenza continua, però, il cuore della signora è andato incontro ad una nuova crisi e stavolta a nulla sono valsi i tentativi di rianimazione. I parenti della donna, al sentire la notizia del decesso, hanno letteralmente distrutto il reparto di Cardiologia, minacciando operatori, pazienti e chiunque incontrassero a tiro. E’ stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine. “Non avevamo mai visto una cosa del genere” dicono i medici che, tra l’altro, possono dimostrare le attenzioni continue date alla paziente che, purtroppo, aveva una patologia grave e con altissimi rischi di morte. Rischi che potevano verificarsi – e si sono verificati- nonostante le migliori cure. Preoccupa davvero tanto, ormai, la aggressività con cui la gente affronta ogni evento della vita impedendo a chi deve fare il proprio dovere di lavorare bene sul campo.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

x

Guarda anche

Ecco come mantenersi in forma … camminando

In teoria possiamo farlo tutti, ovunque. Non ci sarebbe certo bisogno di pagare un istruttore ...

Condividi con un amico