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Il segreto per vivere a lungo? Rallentare i ritmi

La società consumistica ce lo ha imposto da 40 anni … la velocità è tutto. Mangiare in fretta per andare a lavorare, lavorare in fretta per non deludere il cliente, tornare in fretta a casa, dormire poco e in fretta, perfino comprare in fretta! La fretta è il motore dell’occidente e anche la sua condanna a morte. Solo oggi, infatti, si sta scoprendo che lo stress nasce da questo continuo muoversi senza un attimo di respiro. Anche la qualità va a scapito di questo “muoversi in fretta”: meglio un mobile da quattro soldi ma pronto subito che uno artigianale che ci consegneranno tra un mese. Ma quanto durerà poi?

Linee guida per rallentare

Sempre più università del mondo stanno analizzando gli effetti -drammatici- della fretta nella vita di noi occidentali. Non solo ne va di mezzo il lavoro, la qualità dei prodotti e il dispendio di denaro ma anche la nostra salute. Al punto che si è reso necessario stilare delle “linee guida” per riabituare il cervello ai ritmi lenti e sani di un tempo. Perché siamo sull’orlo della fusione e se non troviamo il modo di frenare rischiamo di distruggere tutto il progresso raggiunto finora.

Passeggiare sotto casa, scrivere messaggi lunghi

E allora impariamo a gestire la fretta, e ad eliminarla quando non serve. Impariamo a svegliarci presto, molto prima di andare in ufficio, e di goderci con calma la colazione e il ritorno alla realtà. Se andiamo in vacanza, impariamo a tornare a casa due o tre giorni prima della ripresa del lavoro (lo abbiamo detto anche QUI) per prepararsi con calma al ritmo quotidiano. Invece di andare a fare lo spesone al supermercato lontano, compriamo il cibo ogni giorno nella bottega sotto casa. Cerchiamo delle attività (sport, musica, hobby) nel quartiere se possibile, così da potervi andare pure a piedi. Programmiamo la giornata per fare una cosa per volta, e non due o tre insieme (che tra l’altro vengono male!). Impariamo di nuovo a passeggiare, a scrivere frasi intere (invece di “tvb” o “cmq”), impariamo a rinunciare a qualcosa e, se prendiamo il caffé di mezza mattinata, fermiamoci a parlare col barista o con il cameriere.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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