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Ecco la “malattia del traffico”

3D illustration of Lungs - Part of Human Organic.

E’ la “malattia del traffico” perché riscontrata in numero crescente tra le persone che vivono in strade trafficate, città inquinate, o comunque che passano buona parte della loro giornata in auto. La Fibrosi Polmonare Idiopatica è una malattia respiratoria in aumento, caratterizzata da formazione di tessuto cicatriziale nei polmoni al posto dei tessuti sani spugnosi, rendendoli così meno elastici e meno capaci di incanalare aria.

Colpa di inquinamento e fumo

Si sta ancora cercando di capire come questo si avvii, ma quasi certamente la causa è nell’eccesso di polveri inquinanti nell’aria. Gli alti livelli di biossido di azoto (NO2), tipici delle zone molto trafficate delle città, sarebbe infatti l’elemento cardine del processo che fa ammalare ogni anno 4.500 persone, solo in Italia, per un totale di 15.000 casi accertati. Non è solo un problema di traffico stradale, o di scarichi industriali, perché gli stessi sintomi si riscontrano in ex fumatori incalliti, come si evidenzia dalla ricerca condotta dagli ospedali milanesi San Giuseppe e Policlinico, con la supervisione dell’Università di Milano Bicocca e dell’Università di Harvard.

Malattia trattabile ma può essere mortale

Le ricerche hanno coperto un lasso di tempo di circa 5 anni, dal 2005 al 2010 e hanno esaminato un milione di abitanti della Lombardia, e dell’area di Milano in particolare. I dati clinici e quelli ambientali sono stati poi messi a confronto, e il risultato è stato che il biossido di azoto era presente in elevate quantità nei polmoni delle persone malate. Per fortuna esistono dei farmaci che, se somministrati per tempo, riducono gli effetti pesanti della malattia evitando che si trasformi in qualcosa di più grave, ma la mortalità tra i malati di Fibrosi Polmonare Idiopatica rimane alto in modo preoccupante e l’unica salvezza sarebbe un drastico intervento contro l’inquinamento ambientale.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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