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Giornata Mondiale contro la Sepsi: ecco cos’è

Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata contro la Sepsi. Per chi non lo sapesse, la Sepsi è una risposta immunitaria del corpo contro gli attacchi di virus e batteri, dunque in teoria dovrebbe essere una cosa buona. Ma non lo è. Si tratta, infatti, di una forma estrema di reazione causata da malattie, infiammazioni e soprattutto -ultimamente- dalla resistenza ai farmaci, il che porta il sistema immunitario a distruggere alla cieca nemici e “amici” del corpo.

Fa più vittime dell’infarto

La Sepsi spesso porta alla morte e ancora più spesso si sviluppa all’interno di ospedali e pronto soccorso. Non perché siano luoghi malsani o poco igienici ma perché quasi sempre sono interventi chirurgici o trattamenti a scatenare la reazione fisica dell’organismo. Uccide più dell’infarto e più del cancro, perché coglie impreparati anche i medici, abituati a combattere le infezioni con medicinali che invece nel caso della Sepsi non hanno efficacia. Ogni anno la Sepsi riguarda 700.000 persone in Europa, di cui un terzo in Italia. La Giornata Mondiale di oggi intende informare prima di tutto i cittadini ma anche molti medici e infermieri che sembrano prendere sottogamba i sintomi di questo problema.

Un treno per informare

Grazie a TRENITALIA che ha messo a disposizione dei treni appositi, medici e anestesisti andranno in giro per l’Italia a spiegare cosa è la Sepsi e come ci si può difendere. Prima su tutti, diffondendo la cultura del buon uso di medicinali, evitando di prendere pillole o sciroppi a caso. Poi, grazie a un questionario informativo e agli opuscoli, la gente saprà come riconoscere la Sepsi e come evitare che diventi mortale. La diagnosi precoce è ancora l’arma migliore, anche per il lavoro dei medici, per salvare vite umane nel post operatorio. Non da ultimo vanno considerati trattamenti personalizzati in base alle reazioni del corpo di ciascun paziente, proprio come si fa oggi con il tumore.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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