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Psicologia: ecco perché i gemelli “non si riconoscono”

Uno studio italiano dell’università romana “La Sapienza” è stato premiato ad Harvard in occasione dell’edizione 2017 degli IG-NOBELS, premi un po’ particolari (in inglese si legge come “ignobili”) che premiano vere ricerche scientifiche ma con finalità quantomeno bizzarre. Ad esempio, una ricerca spagnola ha provato -dati alla mano- che ai bimbi nel ventre materno la musica piace di più se la mamma mette la cuffia…. davanti alla vagina! Un’altra ricerca australiana ha evidenziato come molte crisi matrimoniali si risolvono meglio se in sottofondo suona la musica del didjeridoo (tipico strumento aborigeno)!

I gemelli non si riconoscono

Anche l’Italia ha avuto la sua parte in questo gioco, che tanto gioco non è. Le ricerche infatti sono serissime, portate avanti con criteri scientifici esatti e con modalità di analisi identiche a quelle che si usano per le ricerche sul cancro o sul diabete! I ricercatori de “La Sapienza” hanno portato avanti uno studio sui gemelli identici che, come si sa, sono copie quasi assolute l’uno dell’altro (piccolissime differenze esistono sempre, per lo meno nelle impronte digitali). Giocando letteralmente con i piccoli gemelli, gli studiosi italiani hanno valutato le loro reazioni allo specchio e notato che i bimbi facevano fatica a riconoscere se stessi, anzi, credevano di aver davanti il fratello o la sorella.

Anche da adulti

Lo stesso studio portato avanti tra una popolazione di gemelli identici adulti, ha visto che in dettaglio queste persone conservano una difficoltà a riconoscersi. Non tanto allo specchio, dato che da adulti si ha consapevolezza di sé, ma nelle fotografie o passando davanti a una vetrina e scorgendo la propria immagine per caso. Il mancato riconoscimento davanti alle foto è anche traumatico, in quanto se interrogati su “chi è la persona nel ritratto?” i gemelli esitavano parecchio prima di rispondere. E questo perché, per capire chi dei due fosse, dovevano ricordare se avessero mai vissuto in prima persona la scena di quella determinata foto.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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