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Emilia-Romagna: un nuovo patto sociale per le politiche abitative

“Serve un nuovo patto sociale decennale, insieme pubblico e privato, che poggi su una politica fiscale chiara per affrontare le politiche abitative. Al centro di questo programma dovrà, non potrà, esserci la qualità delle abitazioni, delle città e del territorio”. Così il presidente della Regione Vasco Errani concludendo i lavori del forum “L’Abitare” centrato sulle politiche abitative regionali.

“Occorre una svolta vera e sostanziale nelle politiche abitative, non solo nata dalla crisi ma che incroci in modo virtuoso la crisi stessa, spezzando – ha aggiunto Errani – l’inaccettabile peso della relazione tra rendita immobiliare e rendita fondiaria. Tutti dobbiamo fare la nostra parte. Lavoreremo per ottenere degli strumenti nazionali e per questo il Governo deve rispondere sugli impegni presi oramai otto mesi fa. E mi riferisco al credito d’imposta per l’adeguamento alle norme antisismiche e all’avvio di un tavolo di confronto su un vero e proprio Piano Casa”.
Durante la legislatura 2005-2010 sono stati stanziati oltre 326 milioni di euro (di cui 257 dal bilancio regionale) per aumentare l’offerta di alloggi di edilizia residenziale sociale. La Regione ha inoltre stanziato oltre 12 milioni di euro a sostegno delle giovani coppie che intendono acquistare una casa.
Nel corso del Forum l’assessore regionale alla Programmazione e sviluppo territoriale Gian Carlo Muzzarelli che ha rimarcato il duplice spirito delle politiche per la casa. In primo luogo, “assicurare il diritto alla casa, centro degli affetti e primo luogo di comunità, crocevia di qualunque politica di coesione sociale, di costruzione di una nuova identità di comunità aperta e di società sicura e solidale”. Inoltre, l’obiettivo è garantitre la casa a tutti “ridando forma e identità alle città e al territorio e ricucendo – ha aggiunto Muzzarelli – i tessuti urbani, città e campagna, centri e periferie. Dobbiamo far decollare un grande progetto di riqualificazione del paesaggio, urbano ed extraurbano; attribuire alle reti la funzione ordinatrice del sistema e delle sue trasformazioni: prima le infrastrutture, poi le aree; prevedere lo sviluppo degli insediamenti produttivi nella rete delle aree ecologicamente attrezzate; alzare lo sguardo ed il livello di programmazione territoriale”.
Le politiche abitative s’inscrivono dunque in un quadro più ampio in cui è necessario “cambiare il paradigma – ha concluso Muzzarelli – dello sviluppo, per cambiare l’approccio culturale alla progettazione delle città e alla soluzione del problema degli alloggi. Ripartire dalla città è quindi per noi contenere l’uso del suolo e riqualificare le città: più cultura, arte, bellezza, socialità, sicurezza, ecologia; non dobbiamo solo smontare e rimontare mattoni, ma cambiare la qualità e la percezione dei luoghi dell’abitare e del vivere”.
A margine del Forum “L’Abitare” è stato firmato l’Accordo triennale 2010-2013 di collaborazione tra la Regione e le Associazioni imprenditoriali del settore delle costruzioni dell’Emilia-Romagna che si innesta nell’attuazione della Legge regionale 2 del 2009 sulla sicurezza del lavoro nei cantieri edili. L’Intesa intende costruire un tavolo di lavoro istituzionale per affrontare temi come la sicurezza, la qualificazione di tutte le competenze professionali e la semplificazione e dematerializzazione degli adempimenti burocratici con procedure di e-government. L’Accordo ha, inoltre, come orizzonte la promozione della lotta all’illegalità e allo sfruttamento del lavoro nonché del ciclo delle costruzioni e dei soggetti operanti nel settore, riconoscendo l’importanza degli enti bilaterali.
Secondo i dati emersi dal Rapporto 2009 dell’Osservatorio sul Sistema abitativo, presentato durante il Forum, il 7% delle famiglie ha difficoltà nel pagamento della rata del canone. L’entità delle erogazioni dei mutui per l’acquisto di abitazioni è scesa da 6,3 miliardi di euro del 2007 a 5,8 nel 2008. Allo stesso tempo. il costo degli affitti nei Comuni capoluogo è aumentato del 29%. In regione, il rapporto tra sfratti e famiglie è peggiore rispetto alla media nazionale (713 contro 987). Per quanto riguarda l’offerta abitativa sono 54.600 gli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) gestiti da Acer occupati, mentre le richieste di alloggio pubblico superano le 25 mila unità. Gli investimenti edilizi del 2009 calano del 19% e sono attesi ad un ulteriore ribasso tra il 4% e il 12% nel 2010. Anche il numero delle compravendite registra una flessione (del 14% nel 2008 e del 20% nel primo semestre del 2009, più marcato in Emilia-Romagna rispetto al resto del Paese).

Fonte: Regioni.it

admin

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