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Tornano i letti imbottiti

Un tempo erano la regola fissa per una camera elegante, sobria e funzionale. Poi ci si accorse che accumulavano troppa polvere e non erano così amici della nostra salute. Parliamo dei letti “imbottiti”, o letti tessili, quelli incassati in una struttura morbida, fatta di tessuto, spesso imbottita o contenente spazi in cui stipare i vestiti e altri oggetti. Questi letti retaggio degli anni Sessanta tornano alla ribalta e si presentano in grande stile al Salone del Mobile di Milano, in corso questa settimana tra il centro e Rho. Come mai tornano di moda? Forse perché ormai i tessuti sono a prova di polvere e perfettamente lavabili, forse perché si ricerca la comodità a tutti i costi.

In tessuto, cuoio, velcro e tanti colori

Sembra venire da una reggia del passato il letto della Lema, “Victoriano” con testata morbida incurvata e cuciture a impunturata ma con disegni e tinte moderne che fanno dimenticare il suo stile un po’ classico. Natuzzi, invece, presenta “Hara” (su design di Jamie Durie) con testiera imbottita e rivestimenti in pelle ma anche in tessuto, a scelta, retto da una solida struttura tubolare di metallo. Nella foto in alto vedete “Amal” il letto della Flou disegnato da Carlo Colombo che è tutto un trionfo di morbidezza! Il rivestimento foderato di velcro è trattenuto da originali “pinze” che possono essere anche di diversi colori, contiene uno spazio interno per i vostri abiti e potete ordinarlo in 4 diverse misure.

Per Porro, Oscar e Gabriele Buratti hanno progettato il letto “Sadoru”, squadrato e in cuoio chiaro decorato dalla doppia cucitura. La testiera è bombata in alto ma stretta e ben incastrata nella struttura all’interno, in basso. “Frick” il letto di Twils nasce da uno schienale che diventa testiera, o viceversa, con il tessuto trapuntato legato da pinze di velcro. E un ultimo sguardo possiamo darlo a “Birdland” della Noctis, tutto colorato ma disponibile anche in tinte uniche se volete. La struttura in legno chiaro ben si adatta allo stile allegro dei tessuti “carnascialeschi”.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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