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Se muoiono le vespe diciamo addio al vino

I ricercatori dell’Università di Firenze e della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, coordinati da Duccio Cavalieri, hanno scoperto una cosa molto interessante. Senza le vespe, senza il loro apporto di sostanze utili per la fermentazione dell’uva, non avremmo il vino. E la brutta notizia è che le vespe, e le api, stanno sull’orlo dell’estinzione. Un lavoro che la rivista PNAS ha dichiarato di “grande importanza”.

Già nel corso del 2012 si era capito che le vespe producono nel loro intestino i lieviti necessari per la fermentazione, come i saccharomyces cerevisiae, sostanze che loro stesse depositano sull’uva senza sapere che questo la rende ottima per la produzione del vino. I lieviti, che sono organismi viventi, trovano nel corpo delle vespe l’ambiente adatto per riprodursi e quando vengono depositati si adattano alla struttura degli acini cambiandone la composizione al momento in cui vengono pestati e fermentati.

I lieviti fabbricati dalle vespe sono la base della produzione di vino e birra e il fatto che questa specie di insetti sia in pericolo per colpa del degrado ambientale e dell’inquinamento mette a serio rischio anche la produzione di due bibite per noi importantissime. Occorre intervenire per salvare la continuità della specie delle vespe, ma anche di calabroni e api semplici, perché il loro lavoro di diffusione tra le piante non solo serve alla continuità del mondo vegetale ma anche alle risorse -economiche e gastronomiche- della razza umana.

admin

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