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Previsioni per il 2030: tagli annuali delle emissioni nocive

Adesso bisogna correre, sembra voler dire questo l’Unione Europea dopo i dati allarmanti sul clima. Quello che speravamo di ottenere entro il 2020 non lo otterremo e forse è troppo tardi anche per provarci, ma tentare è d’obbligo. Bisogna ridurre le emissioni prima che sia davvero finita per il genere umano. La Commissione europea appositamente nata per questo ha già preso le sue decisioni.

Per quanto riguarda l’Italia, per esempio, l’obbligo è di tagliare le emissioni del 33% (rispetto ai dati del 2005) prima che arrivi l’anno 2030. Ci sarà tolleranza e flessibilità, per evitare che l’impegno ambientalista danneggi altri settori economici più vitali, ma il compito è rimanere entro gli obiettivi previsti. Non siamo riusciti a rispettare quelli del 2025, che ormai giungerà senza veder attuato nessun miglioramento climatico, ma non dobbiamo mancare l’appuntamento del 2030.

Saranno varate strategie annuali relative alla mobilità pulita, alla riduzione di sprechi, alla riduzione di emissioni nocive, blocchi del traffico, depuratori e simili. Il sacrificio maggiore dovrà farlo la Germania (38% di emissioni in meno), la Francia dovrà tagliare del 37%, lo stesso l’Inghilterra… sebbene ora che è in atto la sua uscita dall’Unione potrebbe non essere tenuta a rispettare il patto. Altri stati virtuosi potranno tagliare meno del 10% di emissioni, come avverrà in Polonia, Romania, Lituania, Lettonia e Croazia. Sorpresa piacevole la Bulgaria. A loro non viene chiesto alcun taglio, perché ha già raggiunto gli obiettivi ecologici previsti, e anche in anticipo.

admin

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