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Tutti ai laghi, nonostante i divieti e l’area protetta

cavagrande

Il posto è uno dei più belli del mondo… i laghetti di Cavagrande del Cassibile, in Sicilia. Se ne sono accorte anche le autorità, che l’hanno dichiarata riserva protetta e hanno sistemato cartelli un po’ ovunque. In quanto riserva era accessibile al pubblico, ma con le dovute limitazioni. Da quando è sopraggiunto l’allarme per alcune frane sulle colline circostanti, però, i cartelli minacciano anche delle multe salate.

Eppure le persone -locali e turisti- ignorano quei cartelli e scendono lo stesso, lungo un sentiero tortuoso e ripido che comporta non poca fatica e anche difficoltà per intervenire in caso di emergenza. Alcuni dei punti sul percorso sono a rischio caduta massi e non si è ancora intervenuto in modo esauriente, per questo il pericolo per la vita è reale. Bisognerebbe controllare chilometri di costoni rocciosi, sistemare quelli pericolanti e ovviamente evitare l’ingresso alla gente.
Ma i cartelli vengono ignorati e ogni giorno, in fondo alla cava, scendono decine di persone. Non soltanto siciliani, spesso testardi e contrari alle regole, ma anche tantissimi francesi e tedeschi. Intervenire in caso di frana o di malore, a quel livello e con le strade interrotte, diventa una impresa inverosimile. Incredibile che la gente sfidi le multe senza capire che le si pone per il loro bene. Istituita nel 1990 la riserva di Cavagrande del Cassibile si estende per 2700,00 ettari, ed è caratterizzata dal corso del fiume Cassibile, che l’ha creata nel corso dei millenni scavando profonde gole o canyon a diverse profondità che toccano il massimo di 507 m nella zona belvedere di Avola antica.

admin

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