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La spugna “di caffè” che depura le acque

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E’ tutta italiana la “spugna di caffè” che depura le acque. Il progetto, unico nel suo genere, nasce dai laboratori dello IIT di Genova ed è stato di recente presentato alla Società Americana di Chimica. I ricercatori italiani hanno utilizzato proprio i fondi del caffè lavorati in modo da renderli riutilizzabili con la funzione di assorbire le tossine presenti nell’ambiente.

Attiva contro il 99% di inquinanti

Una volta essiccati e mescolati con silicone e zucchero, i fondi si indurivano. A questo punto venivano di nuovo immersi in acqua e così si formavano i fori porosi in grado di rendere la materia assorbente. Il risultato è una vera e propria spugna, come quella che usiamo per lavarci, ma fatta di materiali organici e quindi naturali. Resistente quanto basta per essere usata più volte, ma morbida al punto giusto per assorbire il più possibile… in questo sta la grandezza di questo oggetto che poi, una volta smesso, viene smaltito naturalmente.

La schiuma polimerica generata dai fondi di caffè così elaborati è stata testata su pozze di acqua inquinata, anche con metalli pesanti come piombo e mercurio. La spugna di caffè ha dimostrato di riuscire ad assorbire, dunque a togliere dall’acqua, la bellezza di un 99% di inquinanti pesanti! Se lasciata in immersione per diverse ore (anche per 30 ore) la spugna agisce sulla quasi totalità degli inquinanti, mentre se viene tolta e strizzata di volta in volta agisce sul 65% che comunque è una quantità notevole. Si immaginano già scenari di un utilizzo diffuso di queste spugne per ripulire fiumi, laghi o vasche industriali… .

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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