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Glifosato: il diserbante migliore forse è cancerogeno

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L’argomento lo hanno affrontato “Le Iene” ieri, 1 novembre, con un servizio che è arrivato fino in Argentina, per indagare in casa della nazione che più lo utilizza. Parliamo del GLIFOSATO, o glifosate, che ha come formula chimica N-(fosfonometil)glicina, C3H8NO5P ed è attualmente il diserbante più utilizzato al mondo. Si tratta di un aminofosforico della glicina che inibisce l’enzima 3-fosfoshikimato e che, a differenza di altri tipi di diserbante, viene assorbito dalla pianta tramite le foglie fino a devitalizzare – nell’arco di poche ore – gli organi di conservazione e i sistemi di nutrimento. Si utilizza per eliminare le erbacce e qualsiasi altra pianta che sia un pericolo per le coltivazioni agricole, ma il problema è che potrebbe essere un forte inquinante per tutto il campo.

Un diserbante che causa il cancro in Argentina

Da quando il composto chimico è divenuto di libera produzione (anno 2001), scaduto il brevetto di produzione della Mondanto Company, chiunque può produrre glifosato senza alcun controllo. Ma il glifosato è pericoloso per la salute? In Argentina, il glifosato è usato da anni e da quasi tutti gli agricoltori del Paese. Le “Iene” si sono recate nel paese di San Salvador, chiamato “il villaggio del cancro” perché pare che qui stiano aumentando a dismisura le malattie tumorali, proprio per via della eccessiva esposizione al glifosato. Eppure proprio qui la popolazione è divisa, tra chi lo condanna e chi invece difende quello che, ad oggi, sembra l’unico diserbante veramente funzionante. L’agricoltura non potrebbe vivere senza un diserbante affidabile e pratico, ma dai prodotti agricoli i residui di questo prodotto chimico passano nel nostro cibo e nel corpo.

In Italia, il glifosato non si usa più

Nel nostro Paese, il glifosato è stato ritirato dal mercato (insieme agli 85 prodotti agricoli che lo contenevano) dal 22 agosto 2016, proprio per il sospetto di essere veicolo cancerogeno. C’è da ricordare che gli studi a riguardo sono ancora in corso e che solo tra alcuni anni potremo sapere se questa sostanza è cancerogena o meno, perché occorre una lunga osservazione e un confronto continuo tra esposizione, consumazione e comparsa delle malattie. In attesa di saperlo, però, alcuni -come l’Italia- si tutelano. Il glifosato, da noi, è vietato in agricoltura ma sarà anche vietato nella cura dell’erba in “parchi, giardini, campi sportivi, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie”. Vietato anche l’uso che se ne faceva prima della trebbiatura, al solo scopo di “ottimizzare” la raccolta.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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