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Nei bambini di Torino lo smog vive nel DNA

Torino come Chernobyl? Non ci stanno i cittadini, meno che mai la preside dell’istituto comprensivo “Niccolò Tommaseo” che nei mesi scorsi è stato oggetto di uno studio sperimentale per controllare gli effetti dell’inquinamento sulle persone. Su un campione casuale di 1200 ragazzini di età compresa tra 6 e 8 anni, analizzando le mucose della bocca, si è scoperta la presenza di “micronuclei” nelle cellule. I micronuclei , che si distaccano durante la divisione cellulare, sono stati usati come indicatori dei danni da fumi tossici nel DNA della persona e in quel campione di bambini sono stati notati nel 53% dei casi.

Mutazione nel DNA?

La presenza di questi segnali in questi bambini non deve allarmare i genitori, non significa che i loro figli si ammaleranno o moriranno nell’immediato. Ma se trasmetteranno questa anomalia ai loro futuri figli e nipoti si potrebbe sviluppare una generazione più esposta a certe malattie come i tumori. Oppure, in un altro caso ipotizzato, una generazione in grado di respirare fumi tossici con meno danni! In ogni caso è allarmante sapere che nei bambini nati 6 anni fa, in una grande città, l’inquinamento fa già parte del patrimonio genetico che ne costituisce la struttura fisica!

Analisi su scuole di mezza Italia

Il preside della “Tommaseo” ci tiene a dire che la sua scuola è sana e sicura, e nessuno lo mette in dubbio. D’altra parte  non è colpa della scuola se la città è piena di fumi tossici. Inoltre, la stessa analisi sul DNA dei bambini è stata condotta su altre scuole torinesi e su scuole di mezza Italia (Perugia, Lecce, Pisa e Brescia), anche in regioni notoriamente meno inquinate o meno esposte a rischi di smog, con risultati molto simili. Ci sono voluti 2 milioni di Euro per arrivare a questi risultati, che sono preoccupanti, e che richiederanno uno studio più approfondito (e altri finanziamenti) per capire quanto di questa trasmissione tossica al DNA sia colpa del solo inquinamento cittadino e quanto del vizio del fumo in casa, o di un certo tipo di ereditarietà legato a malattie polmonari e simili. Lo studio completo avrebbe dovuto prevedere ripetuti tamponi e anche analisi del sangue, cosa che non si può proporre a dei bimbi così piccoli. Ma si potrà tentare sugli adulti se lo studio andrà oltre.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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