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Etna, l’eruzione continua ma cambia versante

Sembrava finita, invece no… zitto zitto l’Etna ha continuato a lavorare, lontano dai riflettori. L’eruzione non si era esaurita come lasciava credere il tremore in diminuzione e il raffreddamento delle colate laviche di Valle del Bove, a est. O meglio sì, era finita la prima fase ma si continuava in gran segreto con la seconda. La fase esplosiva (o “stromboliana”) aveva spinto il magma in superficie, una volta conclusa la spinta adesso fuoriesce in modo più facile e veloce… diventa cioè “effusiva”.

La lava “gioca a nascondino”

Il braccio di lava uscito dalla base del Monte Sella (il nuovo cono formatosi alla fine di febbraio), molto ben alimentato,dall’alta quota di 3.100 metri scende a valle ma non dalla spettacolare scarpata di Valle del Bove come ormai eravamo abituati a vedere, piuttosto dal versante opposto, quello occidentale, direzione Adrano. Diciamo subito che il paese etneo non corre alcun pericolo, e si trova ben lontano dalle colate sebbene in linea d’aria il fuoco sembri puntarlo direttamente.

Giunta a 2.800 metri la lava si è “ingrottata” – significa che ha creato una crosta superficiale fredda e dura sotto la quale però il fuoco liquido continua a scorrere, anche più rapidamente in assenza di aria- ed è riemersa 400 metri più a valle ma ancora in una zona desertica del Parco dell’Etna. Nessun pericolo dunque per la gente, purché non si sfidi il vulcano avvicinandosi alla lava senza guide…! La nuova fase eruttiva è accompagnata da esplosioni minori e da alcune emissioni di cenere, che indicano come il condotto lavico sia comunque sottoposto a stress . L’INGV continua a monitorare il vulcano giorno e notte sebbene ad oggi tutti i valori siano nella norma e soprattutto non si presentano rischi per l’aeroporto di Catania e per i voli in transito sullo spazio ionico. (foto di Grazia Musumeci  ©)

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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