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Quando il ghiaccio diventa “sangue”

Un mistero lungo un secolo sta per essere finalmente risolto, grazie alle moderne tecniche scientifiche. Quando -106 anni fa- l’esploratore Griffith Taylor testimoniò per primo la presenza di un corso d’acqua rossa al Polo Sud, presso il ghiacciaio Bonney, sembrò a tutti una favola assurda. Si parlava di “cascate di sangue” e di misteriosi riti nascosti e nessuno sapeva come svelare quel mistero. L’Antartide non era certamente un ambiente semplice in cui vivere, figurarsi condurvi delle ricerche.

Una colata di sale e ferro

Ma oggi sappiamo come affrontare quei ghiacci eterni e i ricercatori vivono e lavorano al Polo Sud con tutte le precauzioni del caso. Anche i ricercatori che hanno finalmente deciso di svelare il mistero del “fiume di sangue”: sono scienziati della University of Alaska Fairbanks e del Colorado College, che hanno seguito il corso di quelle strane acque rosse fino al ghiacciaio di Taylor e ne hanno studiato provenienza e minerali contenuti. Il risultato è che sotto una enorme coltre di ghiaccio esiste un antico lago (risalente a più di 1 milione di anni fa) con una elevata componente ferrosa. Niente misteri esoterici, quindi, né strane alghe indigene come si sospettava a inizio Duemila… ma componenti di sale e ferro che si sciolgono insieme ai ghiacci e tornano in superficie. E se da un lato si è felici di questa scoperta – basi immaginare quante nuove notizie potremmo avere sui micro organismi di un milione di anni fa che tornano in superficie- dall’altro si trema al pensiero che i ghiacci si stiano sciogliendo già così in profondità. Ma forse esiste una spiegazione più rassicurante: ovvero che l’acqua sotterranea del lago e di conseguenza il fiume che lo alimenta abbia sviluppato un proprio “sistema di sbrinamento” in grado di evitare che si congeli. Pure questa risposta è nascosta tra le acque rosse di questo fiume polare.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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