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Allarme delfini: si trasmettono le tossine della plastica col dna

Sette anni per capire come la plastica, oltre ai milioni di danni che già porta alla nostra vita, stia uccidendo alcuni degli animali marini più belli e delicati in assoluto: delfini e balene. Che ci sono, ormai, anche nel nostro Mediterraneo, dato che inseguono le correnti e il calore, ma qui trovano il triplo dell’inquinamento mondiale. Il WWF ha condotto questa indagine allo scopo di avviare un progetto per salvare gli animali e i  nostri mari da questa piaga tutta umana.

La plastica nel DNA

Le molte analisi sui cadaveri di balenottere comuni, capodogli e globicefali hanno rilevato presenza di ftalati, un additivo delle materie plastiche, nei loro tessuti principali. I più esposti a tale avvelenamento sono i globicefali e i capodogli, i maschi più che le femmine (le quali quando allattano si auto-immunizzano) e le cifre fanno paura: la concentrazione dello ftalato DEHP  è di 1060 microgrammi per chilo (il livello di allerta è  300 microgrammi per chilo!).  Queste tossine vengono assimilate velocemente, e se non uccidono immediatamente possono anche entrare nel DNA ed essere trasmesse nei figli che nascono dunque già malati. Se le balene sono meno esposte a questo tipo di ftalato, sono però esposte a molti altri residui della plastica dato che filtrano le sostanze nutritive direttamente dai micro organismi contenuti in enormi quantità di acqua. Animali come questi, che già sono decimati dalla pesca feroce, potrebbero sparire nel giro di pochi decenni e sarebbe un enorme danno per l’ecosistema oceanico che, dicono gli esperti, equivale a una grande potenza a livello di possibilità economiche, se ben sfruttato. Il progetto per proteggerli prevede la sensibilizzazione in particolare degli uomini e le donne del futuro,  una “GenerAzione Mare” appunto “che sia consapevole dell’importanza del valore degli oceani e allo stesso tempo capace di difenderlo da chi continua a impoverirlo”  .

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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