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Anche l’Everest invaso dai rifiuti

Ci credereste? La spazzatura non risparmia nemmeno il grande “tetto del mondo”, il monte Everest che con i suoi  8848 metri, oltre l’atmosfera immediata della Terra, dovrebbe essere il tesoro più puro e prezioso. Magari non saranno discariche come quelle che siamo abituati a vedere nelle nostre città, ma anche qui ci sono “rifiuti umani” lasciati da turisti, esploratori e appassionati poco educati.

Tonnellare di rifiuti da smaltire

La montagna più alta del pianeta, così chiamata in ricordo del geografo gallese George Everest che la esplorò tra i primi, fu per molti anni meta proibita che in pochissimi coraggiosi osavano sfidare e alcuni a prezzo della vita. Da quando il Nepal ha scoperto la ricchezza che deriva dal turismo mondiale per questa montagna, le spedizioni sono aumentate a dismisura e con esse il cattivo comportamento di troppe persone. Anche quest’anno, quindi, come ormai accade da decenni il Governo nepalese ha dovuto finanziare pericolose operazioni di pulizia. Pericolose perché si arriva anche oltre i 6.000 metri per togliere la spazzatura, con rischi notevoli per chi si avventura tra crepacci e dirupi. Gli sherpa locali sono ormai esperti, ma sanno che il rischio è sempre dietro l’angolo. I sacchi, una volta pieni,  vengono caricati su elicotteri e poi trasportati a valle e smaltiti. Ma la pazienza ha raggiunto un limite anche tra i pacifici orientali e si parla di cambiare le regole di scalata: per esempio l’introduzione di una “cauzione” molto salata (4000 dollari) che viene versata prima del viaggio e restituita solo se non si lascia alcun rifiuto per la via. Ed è triste sapere che si deve arrivare a tanto per proteggere anche questo bellissimo monte da tonnellate di vetro, plastica, lattine, tende, bombole e altri oggetti tipici della nostra infelice razza umana.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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