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Grani Siciliani, adesso fanno gola a tutti

I “grani antichi” o Grani Siciliani, sono una riscoperta degli ultimi anni ma si usavano fino alla II Guerra Mondiale in tutta l’isola. Si tratta di un tipo di grano esistente in Sicilia dai tempi dei Romani e coltivato per secoli fino a quando è caduto nell’abbandono, anche per colpa delle imposizioni da parte delle multinazionali estere. Riscoperto a inizio degli anni Duemila, si è diffuso a macchia d’olio ridando vita all’agricoltura siciliana e non solo. Avendo caratteristiche anti allergiche è ottimo per tutti i consumatori, anche per chi solitamente non può mangiare grano.

Vogliono privatizzare il nome dei Grani

Inoltre è molto digeribile, leggero, buono… tanto, forse troppo, per l’industria del pane mondiale che si è vista sottrarre clientela dalle tante piccole aziende dell’isola. E qualcuno ha voluto allungare le mani sul prodotto, metterci un marchio sopra e farlo diventare privato. I coltivatori siciliani si stanno riunendo in azione legale contro una non meglio specificata “azienda del Nord di origini siciliane” che negli ultimi anni non solo avrebbe convogliato le raccolte del grano locale, in particolare del Timilia, ma avrebbe deciso di registrare la varietà come nome aziendale, vietando di fatto a chiunque di usare la parola “timilia” nei propri prodotti. Una cosa assurda, perché non si può registrare come marchio un nome comune. E’ come se nessun macellaio potesse più usare il nome “manzo” o se nessun fruttivendolo potesse usare più il nome “fico d’india”.

Il popolo in difesa di Timilia

Timilia non è un nome specifico, ma un tipo di grano. Si chiama così da secoli, non gli è stato messo addosso per capriccio! Impedendo di usare questo nome di fatto si blocca la possibilità di pubblicizzare il prodotto e si rovina l’attività di decine di piccole aziende che negli ultimi tempi avevano dato speranza alla Sicilia e nuovo lavoro ai giovani. Scrivono alcuni coltivatori: “Carissimi come da copione e come da ogni previsione logica fatta in tempi non sospetti il saccheggio è in corso . Dopo tutti i dubbi su dove finisse la nostra Timilia rastrellata campo per campo adesso abbiamo la certezza che il danno è stato fatto contro tutto il popolo siciliano. Abbiamo ricevuto una PEC da uno studio legale per intimarci la sospensione dell’ uso della parola TIMILIA dai nostri prodotti. Per un attimo si pensava fosse uno scherzo, visto che la Timilia , essendo un cereale esistente da migliaia di anni non può essere registrata ma, ci vengono indicati addirittura i numeri di deposito e si diffida la mia azienda a non usare più la parola Timilia intimandoci la sospensione della produzione di tutti i prodotti con la dicitura Timilia anche negli ingredienti”. Si sta preparando la rivolta popolare, che non sarà cosa da nulla. Ricordiamo che la Sicilia subisce e subisce ma alla fine esplode nei “Vespri”. In particolare quando si sente derubata.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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