Home » Ecologia » La comunione DOC di Papa Francesco

La comunione DOC di Papa Francesco

Pope Francis celebrates a mass during his visit to Lampedusa Island, southern Italy, July 8, 2013. Pope Francis makes his first official trip outside Rome on Monday with a visit to Lampedusa, the tiny island off Sicily that has been the first port of safety for untold thousands of migrants crossing by sea from North Africa to Europe. The choice of Lampedusa is a highly symbolic one for Francis, who has placed the poor at the centre of his papacy and called on the Church to return to its mission of serving them. REUTERS/Alessandro Bianchi (ITALY - Tags: RELIGION SOCIETY IMMIGRATION)

Che Papa Francesco fosse un grande amante dell’ambiente e un “attivista” ecologista lo sapevamo tutti, lo capivamo dai suoi discorsi e lo rivela ampiamente la sua enciclica sull’ambiente Laudato Sii. Ma non potevamo sospettare che la sua filosogia “green” arrivasse anche ai sacramenti! Eppure è così. Da oggi in poi, per regola del Vaticano, il pane e il vino usati per la comunione dovranno essere a Denominazione di Origine Controllata.

Pane e vino nel nome dell’ambiente

Dovranno essere: “esclusivamente di frumento e preparato fresco” (il pane azzimo delle ostie) e succo d’uva “adeguatamente preparato e fermentato senza l’aggiunta si sostanze che ne alterino la natura” (il vino). Il tutto preparato con cura  “da persone dalla retta morale e dalla vita onesta, infine con  un conveniente trattamento nei luoghi di vendita”. Vietata l’aggiunta di qualsiasi elemento estraneo a queste direttive, quindi esclusa la preparazione di ostie particolari per i celiaci che potranno continuare, come succedeva prima, a far la comunione con il solo vino. In caso la persona celiaca abbia problemi anche con il vino, e solo in quel caso, il Vaticano tollera ostie parzialmente prive di glutine fatte apposta per il caso specifico in sé.

Comunione ogm

Porte aperte delle chiese anche per i prodotti OGM, siano essi frumento o vino. Il Papa li accetta nella comunione purché siano controllati e sani, provengano da persone di fiducia e siano possibilmente sempre le stesse, senza cambiare fornitori a casaccio. Le regole imposte dal Vaticano derivano dalla confusione che si creava in molti negozi di articoli sacri, con “vini da messa” derivati da fermentazione di mele o di altri frutti che non fossero l’uva. Trabocchetti nei quali sono caduti spesso anche i conventi. La nuova regolamentazione intende dare indirizzi precisi ai fedeli e favorire la promozione di prodotti DOC per l’ambiente.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

x

Guarda anche

Per salvare le nostre montagne occorre isolarle

Se lo dice lui, Rheinold Messner, che delle montagne ha fatto mestiere e pane quotidiano, ...

Condividi con un amico