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E adesso brucia anche il Polo Nord

Bruciano i ghiacci eterni … che forse tanto eterni non sono. Purtroppo non è un film di fantascienza, ma una drammatica realtà, ennesima fotografia di una estate molto calda anche se non la più calda del secolo. Le ondate di calore che stanno colpendo l’Italia e buona parte d’Europa sono arrivate anche all’estremo nord, in Groenlandia che si chiama così (“groen”= verde) proprio perché quando fu scoperta era d’estate e i ghiacci erano molto ridotti, lasciando vedere una immensa macchia verde. La Groenlandia quando fa caldo vede il ritiro di molti ghiacciai e il ritorno dei suoi verdi boschi, formati più che altro da piante di basso fusto e di cespugli.

Il fuoco brucia al Polo Nord

Greenpeace ha segnalato incendi anche in questa estrema regione del Nord, che se non è proprio “il Polo” è molto vicina al grande nord magnetico del pianeta. Gli incendi fotografati dal satellite in Groenlandia hanno già bruciato 1250 ettari di verde a pochi chilometri da uno dei ghiacciai più grandi del mondo e a 150 km dal Polo Nord. La colpa? Quasi sicuramente di qualche turista distratto, quasi certamente una cicca gettata in una zona appena più arida. Insomma, l’uomo è riuscito a portare la devastazione anche nel punto più lontano del pianeta e ci si domanda se la nostra condanna a morte non sia ormai firmata.

Senza il verde l’uomo non ha vita lunga

Solo in Italia e solo in due mesi sono andati in fumo quasi 75.000 ettari di verde, e più della metà delle volte la causa è stata dolosa, voluta, fatta apposta per scatenare l’inferno. Non che l’aumento delle temperature non sia colpevole di questo, ma stupisce come alcune persone attendano con ansia proprio questi giorni per aggiungere danno (umano) al danno ambientale naturale. E stupisce soprattutto che nessuno -né i piromani né i politici né i grandi potenti- capiscano come l’eliminazione del verde su una Terra già priva di alberi porti senza alcun dubbio alla fine della razza umana. E dire che certe estati di fuoco sono ampiamente prevedibili. L’inverno 2016/2017 è stato poco piovoso, era ovvio che le campagne sarebbero state più secche e a rischio incendio. Con o senza mano criminale, tutto questo … anche al Polo… si poteva evitare. (LA FOTO E’ DI Pierre Markuse)

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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