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Ecco come cambia l’alimentazione dopo la siccità

Ora ci sono le conferme ufficiali. Luglio 2017 è stato uno dei mesi più caldi e secchi in assoluto. La temperatura registrata in quel mese ha superato di  0,83 °C la media del periodo registrata dal 1981 in poi. Insomma, erano più di 30 anni che non si sentiva un caldo simile, associato poi alla mancanza di piogge in primavera che ha causato la siccità. Anche se poi ci si riprende, le cose sono cambiate perché le colture del 2017 non hanno potuto dar frutto.

Nuova alimentazione

I cambiamenti dovuti alla siccità di oggi sono solo parte del grande cambiamento che sta avvenendo nel mondo per colpa del surriscaldamento globale. Lo dicono 70 ricerche diverse messe a confronto, che hanno preso di mira l’alimentazione e il modo in cui il nuovo clima influirà su di essa. I primi a soffrirne saranno i prodotti che per noi oggi sono “normali”: grano, riso e mais. Tutti e tre avranno delle diminuzioni nella resa dei frutti di almeno il 6%, nel prossimo futuro, per cui dobbiamo fin da ora pensare a dei validi sostituti o integratori. Per esempio, la soia pare stia avendo meno danni -tra tutte le colture- dalla siccità. La riduzione c’è stata anche per questa, però con percentuali minime e poco preoccupanti. La scienza farà di tutto per salvare tutti i nostri alimenti principali, ma nel malaugurato caso che ciò non fosse possibile dobbiamo cominciare ad abituarci a mangiare diverso: puntare sulle alghe, ad esempio, o sugli insetti e le larve (anche se ci fanno ancora senso), sulle patate, sulle radici in genere… ma puntare anche su nuovi metodi agricoli e di allevamento che ci aiutino a mangiare, a rotazione, un po’ di tutto. Allo stesso tempo si deve agire sul surriscaldamento globale, evitando che i gravi danni fatti finora peggiorino ulteriormente. E il fatto che alcune potenze, come Cina e Stati Uniti, tendano a censurare i veri dati sullo stato dell’ambiente la dice lunga sulla volontà -scarsa!- che si ha di cambiare le cose.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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