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Cosa sono le solfatare e perché vanno temute

La tragedia che negli scorsi giorni si è verificata presso la Solfatara di Pozzuoli (una intera famiglia morta in un cratere) è simile a quella dei fratellini siciliani morti per l’esplosione di un vulcanetto di fango, un paio di anni fa, ad Agrigento. Sono diverse solo le dinamiche, ma il filo conduttore è unico: i vulcani sono pericolosi, in qualsiasi forma si presentino. E al di là della sorveglianza, della custodia e delle responsabilità delle autorità che li gestiscono bisogna avvicinarsi ad essi SEMPRE con rispetto e timore. Non si può giocare con le regole, quando si cammina in un vulcano attivo.

Non sono velenose, a meno che…

La Solfatara di Pozzuoli (che fa parte della enorme caldera dei Campi Flegrei) è un vulcano attivo da sempre. Lo si conosce fin dal 3700 avanti Cristo, e i Romani ne usavano i benefici termali grazie allo zolfo e ai fanghi. Di suo, lo zolfo dei Campi Flegrei non è tossico, come non lo è quello dell’isola di Vulcano, ma se si scende troppo sotto la superficie si incontrano vapori velenosi. Era successo anche a Vulcano, quando un turista francese era svenuto per essere rimasto troppo in una fossa dei fanghi. A Pozzuoli la famiglia è morta perché scesa al di sotto dei tre metri del cratere. La Solfatara è una valvola di sfogo del magma che si trova sotto i Campi Flegrei e deve per forza sfiatare questi gas… se non lo facesse la pressione farebbe esplodere la caldera.

Rispetto per la natura e per le regole

Impossibile controllare un vulcano. Le recinzioni e gli avvertimenti ci devono essere certamente (e se a Pozzuoli non c’erano, parte della colpa è dei custodi), ma anche in assenza di avvisi ufficiali ci si deve avvicinare ad essi con il rispetto che gli antichi portavano agli “dei” della natura con cui identificavano questi fenomeni naturali. Noi, oggi, siamo troppo abituati a scherzare con la natura e ci dimentichiamo di essere solo degli esseri minuscoli davanti alla potenza del pianeta. Se vi recate su un vulcano -sia esso una pozza di fango, uno sfiato di gas, o un gigante come l’Etna- dovete SEMPRE ascoltare le guide e possibilmente farvi accompagnare da loro. Se andate da soli, non osate mai andare oltre i limiti consentiti. E se ci sono staccionate o fili spinati, evitate di scavalcarli. Non stanno certamente lì per decorazione!

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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