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Milla Jovovich protagonista in “The Night That Flows” a bordo di Toyota C-HR [#experience]

Come molti di voi probabilmente avranno notato il marchio Toyota è abbondantemente impegnato nel lancio del nuovo C-HR, un crossover compatto che in questi ultimi tempi sto vedendo sempre più girare per le città. Si tratta di un’auto molto diversa da quelle tipicamente prodotte dalla casa giapponese e forse anche per questo sta avendo un grande successo. Il C-HR è rispettoso dell’ambiente come tutte le Toyota ma ha quel look particolare che lo rende unico.

La campagna King of The Flow con la quale hanno sponsorizzato l’auto è stata veramente d’effetto ed in Italia ha visto protagonisti molti volti noti. Il culmine della campagna è stata una premiazione che si è svolta qualche tempo fa a Roma e nella quale Alessio Sakara si è aggiudicato il premio King of The Flow quale Re del flusso metropolitano che interpreta al meglio le linee dinamiche e muscolose del C-HR.

Il C-HR

Per quanto mi riguarda ho iniziato a seguire questa vettura diversi anni or sono nei saloni internazionali e qualche giorno fa ho avuto la possibilità di vivere una delle più emozionanti esperienze della mia vita, proprio in occasione di un evento King of the Flow.

Partiamo con ordine. Tutto inizia dalla base operativa di Londra, l’Hotel Mondrian London, dove atterrati da Milano ci attende un rinfresco di benvenuto. Ad accoglierci i PR italiani ma un occhio attento nota subito che la portata dell’evento è molto ampia in quanto ci sono dirigenti di tutta Europa ma soprattutto giornalisti ed influencers da ogni luogo che chiacchierano del più e del meno in attesa dell’avvio dei lavori che avverrà solo la sera, verso le 18:00.

L’evento King Of The Flow
Arrivano le 18.00 ed il nostro contatto locale inizia a gestire le partenze dall’albergo che sono scaglionate di circa 15 minuti l’una dall’altra: direzione top secret. La macchina organizzativa è imponente e le auto, tutte rigorosamente Toyota, ci scortano a piccoli gruppi di 3 in una location che rimane segreta fino all’ultimo minuto.

Dopo circa 20 minuti di strada nel traffico londinese arriviamo in un’area chiamata Printworks London, un immenso spazio espositivo di 12.000 metri quadri che viene utilizzato come location per eventi e concerti e che contiene ancora i macchinari utilizzati in passato per la stampa dei giornali. Capienza massima: 5000 persone. Immaginatevi le dimensioni.

Tutto è però blindatissimo e da fuori non si percepisce nulla di quello che potrebbe accadere durante la serata: teli e coperture oscurano ogni possibile spiraglio.

Saliamo le scale in gruppo accompagnati da una bellissima hostess i cui occhi sono coperti da un paio di occhiali e che ci invita, con tono pacato e rilassato, a firmare la documentazione di rito che in questi casi viene fatta sottoscrivere a tutti i presenti. Intorno a noi ci sono luci soffuse e musica elettronica. Occasionalmente compare una giovane ragazza biondissima, anch’essa con gli occhi coperti da un paio di occhiali.

L’esperienza King of the Flow
L’atrio nel quale ci mettono per attendere il nostro turno è arredato solo da un paio di lampade e due divani e la musica è assordante e sembra quasi che non vogliano farci intuire nulla di quello che accade aldilà delle pareti. Intorno a noi solo giovani ragazze dallo sguardo serio con gli occhi coperti da un paio di occhiali che realizzerò poi essere oggetti prodotti da Fabio Attanasio.

Dopo qualche minuto di attesa arriva un ragazzo dal forte accento russo dal vestito nero che ci invita a seguirlo, chiamandoci uno ad uno, per nome.

In un misto tra curiosità e paura ci dirigiamo, rigorosamente scortati dalla nostra guida, oltre l’ingresso e l’attore inizia a recitare la parte. Ci spiega che siamo parte di un film e che ne saremo attori protagonisti in un percorso che ci porterà a trovare il nostro Flow lungo una serie di tappe emozionanti che si svolgeranno in alcune delle più importanti capitali europee. Io francamente mi concentro sulle riprese e complice la musica, complice lo spazio molto ampio, fatico a capire quello che la nostra guida dice. Tappe? Citta? Tutto mi appare confuso.

Dell’auto per ora non c’è traccia: davanti a noi c’è solo un grande capannone buio illuminato dalla flebile luce della torcia che usa la nostra comparsa per farsi strada in un contesto tetro.

L’ambiente è quasi evocativo di un film di Milla Jovovich e infatti penso che da un momento all’altro spunti fuori per qualche comparsata improvvisa. Molti eventi di automobili vengono lanciati in pompa magna e poi si rivelano una grande banalità ma avrò modo di realizzare che questo evento è ben diverso dagli altri.

L’attore ci conduce in lungo e in largo attraverso la fabbrica che per l’occasione è stata illuminata con luci al neon che si accendono ad intermittenza, quasi a voler creare uno scenario post apocalittico.

Saliamo le scale e giungiamo quindi alla tappa numero zero: una sorta di introduzione alla serata dove la speaker inizia il suo monologo. Capiamo di essere dentro un film che si svolgerà in diverse tappe, ognuna delle quali sarà evocativa di uno degli elementi dell’auto: dal designi dinamico a forma di diamante che conferisce all’auto un look fluido fino agli interni sofisticati nei quali il sistema audio JBL Concert Hall permette di vivere un’esperienza sonora immersiva e coinvolgente.

Il nostro viaggio è quindi un susseguirsi di scene nelle quali gli attori ricostruiscono scene ed eventi particolari. Nel mentre il primo Toyota C-HR compare ai nostri piedi in un gioco di luci ed ombre che le donano un particolare look aggressivo.

Il viaggio in Europa a bordo di Toyota C-HR

La nostra guida russa ci accompagna per delle scale interne e dopo aver passato una porta veniamo letteralmente catapultati all’interno di una prima C-HR. I vetri sono oscurati e veniamo abbandonati per un attimo chiusi all’interno di una vettura buia. Non capiamo cosa stia succedendo ma in un attimo dai vetri scuri appaiono immagini di Berlino e i giochi di luce fanno sembrare l’auto in movimento. Da ogni punto si nota infatti il panorama tedesco come se fossimo effettivamente in viaggio all’interno della Capitale tedesca. Capiamo che si tratta di proiezioni ma l’effetto ci fa sembrare di essere in moto.

Nemmeno il tempo di realizzare cosa stia accadendo che il viaggio virtuale termina e all’esterno iniziamo a sentire un frastuono, come se decine di persone stessero chiamando a gran voce qualcuno. In un attimo si aprono le portiere dell’auto e ci troviamo in un contesto completamente diverso. Anche se l’auto non si è mossa di un millimetro l’ambiente circostante è cambiato e veniamo avvolti da un gruppo di paparazzi che ci fotografano come se fossimo dei veri VIP.

La situazione è confusa ed io e i miei compagni di esperienza ci guardiamo straniti vuoi perché senza esserci mossi di un passo ci siamo trovati in un ambiente completamente diverso, vuoi perché attorno a noi ci sono 30 paparazzi con relative macchine fotografiche che ci bombardano di flash. La scena è un catwalk milanese ed in fondo alla passerella troviamo la bella e brava Giorgia Palmas, conduttrice della premiazione romana e una delle guest star di questa serata.

Veniamo fatti salire ancora una volta in una Toyota C-HR posta su di un piedistallo dal quale vediamo giovani modelle con indosso gli occhiali della collezione Bespoke Dudes Eyewear di Fabio Attanasio, secondo protagonista della serata, intente a prepararsi per la sfilata.

Da Milano passiamo alla città di Parigi, ancora una volta a bordo di Toyota C-HR e ancora una volta virtualmente. Il passaggio avviene tramite una piccola trasferta all’esterno del capannone e ad accoglierci al termine del nostro viaggio è un assistente che ci conduce alle porte di un tavolo da gioco, nella Parigi di un tempo. Gli attori recitano un copione perfettamente studiato e ci inseriscono all’interno di una situazione di gioco concitata, attorno ad una roulette. Ci chiedono di scommettere e il tono è minaccioso. La situazione è critica: l’uomo accanto a noi deve vincere per ripagare un debito. Due di noi vincono ed uno perde. Chi perde resta al tavolo da gioco e chi vince parte viene fatto salire ancora una volta a bordo di un Toyota C-HR. Io e la mia compagna inglese siamo i vincitori quindi saliamo in auto e per la prima volta mi viene chiesto di allacciare le cinture. Alla guida riconosco Guerlain Chicherit, un “pazzo scatenato” che conosco per le sue bravate estreme. In meno di un secondo mi trovo a compiere evoluzioni di ogni tipo a bordo di Toyota C-HR che si rivela quindi una vettura dalle doti inaspettatamente sportive.

Da Parigi ci spostano a Barcellona dove un gruppo di ballerini capitanati da DJ Cuartero ci fa provare l’esperienza del sistema audio JBL e infine Londra, la scena conclusiva, dove in un bar incontriamo finalmente la madrina dell’evento Milla Jovovich che ci accoglie in tutto il suo splendore.

L’evento è semplicemente stato geniale e riuscire a concepire un’associazione tra una città, un evento ed una caratteristica della vettura è davvero degno di un genio creativo. Complimenti agli amici di Toyota che hanno fatto una gran macchina che proverò nel corso dei prossimi giorni e che sicuramente è stata presentata nel migliore dei modi.

Il mio video per Toyota C-HR King of the flow

 

Alessio

Ingegnere (anche conosciuto come LINGEGNERE, tutto attaccato) da sempre appassionato di fotografia applica il suo talento a vari settori quali le automobili, le moto ed il turismo. Viaggiatore seriale sempre in bilico tra due mondi: quello serio fatto dalla giacca e dalla cravatta e quello più leggero, fatto dall'avventura zaino in spalla. Cercate i suoi lavori, seguitelo sui social.
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