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Basta violenza sulle donne! Ecco perché è importante il 25 novembre

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Si celebra oggi, 25 novembre, la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne. Una giornata scelta e voluta dalle Nazioni Unite a ricordo dell’omicidio di tre donne di Santo Domingo, le sorelle Mirabàl, attiviste rivoluzionarie contro il regime del dittatore Trujillo che cadde soltanto un anno dopo (1961). Nel nome di queste martiri dei diritti della libertà si ricordano tutte le altre donne a cui è stato impedito di vivere la propria libertà quotidiana per colpa di costrizioni psicologiche, di minacce fisiche o perché la loro vita è stata spezzata dall’uomo che diceva di amarle. Il problema della violenza sulle donne è planetario, basti pensare agli stupri continui in India, agli aborti selettivi delle figlie femmine in Cina, alla infibulazione in Africa e allo strapotere dei “maschi di casa” nei Paesi arabi. Ma anche il “civile occidente” non scherza. Non a caso la terribile parola “femminicidio” è nata proprio qui da noi … e se occorre inventare di sana pianta una parola per indicare un’azione, vuol dire che quell’azione è ormai quasi una costante continua.

La violenza in cifre

“Femminicidio” sta per sterminio delle femmine e solo con questo termine si può definire ciò che sta succedendo nel mondo. Quello che stupisce è l’occidente, che si crede tanto diverso e moderno rispetto ad altri, quando invece le cifre delle donne uccise in Paesi come gli Stati Uniti, l’Australia, l’Europa sono impressionanti. Per rimanere nel “piccolo” spazio della nostra Italia, dal 2012 ad oggi -ovvero in appena 4 anni- sono state uccise più di 500 donne. Significa più di 100 donne all’anno! E nel solo anno 2016 che sta per finire sono state eliminate 116 vite umane, bruciate, accoltellate, sparate, strangolate, bastonate da fidanzati, mariti, padri o fratelli. I dati dell’occidente fanno tremare, perché si sperava che almeno qui la parità dei diritti avesse permesso finalmente la convivenza civile tra maschi e femmine.

Le ragioni di tanta violenza

Ma forse proprio l’eccesso di parità dei diritti fa sentire l’uomo “in pericolo” al punto da fargli perdere la ragione, quando si tratta di rabbia contro la propria compagna. Potrebbe essere la poca certezza della pena, un’altra delle cause dell’aumento delle violenze sulle donne. Non dimentichiamo che in Italia fino agli anni Settanta era consentito per legge “l’omicidio d’onore” … e non solo nel meridione. Potrebbe essere colpa della crisi economica che toglie razionalità. Potrebbe essere colpa dell’educazione che si è data negli ultimi 40 anni ai giovani maschi, abituati a ottenere tutto e subito senza mai un “no”. Potrebbe essere, in certi casi, anche colpa delle donne che per eccessivo amore o troppa fiducia sorvolano su molti maltrattamenti che certamente “amore” non sono. Il 25 novembre di ogni anno serve a ricordare a tutti i limiti da non superare. La Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne deve servire alle donne, a insegnare loro a distinguere il vero sentimento dall’amore violento, deve servire a dar loro coraggio per denunciare, ma allo stesso tempo deve servire alle alte istituzioni per aumentare la protezione. Troppe donne sono state uccise nonostante avessero denunciato più volte il loro assassino. Infine, il 25 novembre deve servire anche agli uomini. Molte associazioni, oggi,  offrono aiuto NON SOLO alle donne vittime di violenza ma anche agli uomini violenti. Perché se seguiti da un bravo medico, se aiutati a capire da dove ha origine quella folle violenza molti possono essere recuperati e cambiati. Per concludere, vi lasciamo con le parole di Franca Viola, coraggiosa donna siciliana che negli anni Sessanta denunciò senza paura il nipote di un mafioso che l’aveva segregata e violentata per giorni. Franca che è riuscita a rifarsi una vita, dopo, e che oggi dà coraggio alle donne così: « Non fu un gesto coraggioso. Ho fatto solo quello che mi sentivo di fare, come farebbe oggi una qualsiasi ragazza: ho ascoltato il mio cuore, il resto è venuto da sé. Oggi consiglio ai giovani di seguire i loro sentimenti; non è difficile. Io l’ho fatto in una Sicilia molto diversa; loro possono farlo guardando semplicemente nei loro cuori »

Esistono poi campagne di sensibilizzazione come quella organizzata su iniziativa di Eau thermale Avène del gruppo Pierre Fabre, in collaborazione con D.i.Re: da Facebook a Twitter a Instagram eccheggia l’hashtag #ConLeDonneXLeDonne che conta sempre più post e visualizzazioni.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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