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Come si vota al referendum del 4 dicembre

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Ultimo articolo dedicato al referendum che si terrà domenica 4 dicembre per approvare o meno la  “riforma Renzi-Boschi” voluta dal nostro Parlamento lo scorso mese di aprile: come si vota al referendum del 4 dicembre. La riforma intende dare nuove «disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL (Consiglio Nazionale Economia e Lavoro) e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione», e nelle scorse “puntate” abbiamo analizzato le ragioni del NO e quelle del SI. Oggi vediamo di capire come si procede alle azioni di voto.

Niente quorum, ma il voto è importante

Essendo un referendum confermativo, che dunque non intende cancellare alcuna legge ma solo proporne di nuove, non occorre un quorum assoluto (il 50% più uno) come veniva richiesto altre volte. Basta quindi una qualsiasi percentuale di votanti, libera e senza vincoli, la cui espressione di maggioranza decreterà la approvazione o non approvazione del testo. Ma anche se il quorum non è richiesto, andare a votare è importante. Non solo perché si esprime un diritto che val sempre la pena onorare, ma anche perché in questo caso è in gioco il cambiamento della Costituzione e dunque il popolo deve conoscere le novità e decidere se sono gradite o meno.

Come si vota

Per votare bisogna presentarsi al seggio con un documento di identità valido (carta di identità, tessere militari con fotografia, tessere di ordini professionali con fotografia)  e con la tessera elettorale. Se quest’ultima ha esaurito gli spazi per i timbri va cambiata presso gli uffici elettorali dei Comuni che resteranno aperti in via eccezionale nei due giorni prima del referendum dalle 9 alle 18 e per tutta la giornata del voto. Al seggio vi verrà assegnata la scheda con il testo. Una volta in cabina si traccia un segno “X” sulla casella che si intende segnare, o quella del “SI” o quella del “NO”. Una volta restituita la scheda verrà registrata dal presidente del seggio e inserita nell’urna.  Se si risiede all’estero per motivi di studio o di lavoro si può votare nelle liste degli “italiani all’estero” e inviare il proprio voto per corrispondenza con i plichi appositamente inviati dal Governo. Chiunque invece volesse votare tornando in Italia per tempo doveva segnalare questa volontà entro l’8 ottobre scorso ai consolati. All’estero si vota in anticipo per permettere poi l’arrivo delle schede in tempo per lo scrutinio italiano, per cui vanno consegnate entro le ore 16 del 1° dicembre 2016 alle ambasciate o ai consolati italiani (per le modalità di voto in dettaglio, visitate : http://elezioni.interno.it/faq.html ) .  Chi si trova in ospedale oppure in casa per motivi di malattia e intendesse comunque votare può farlo segnalando il proprio caso al Comune di residenza che provvederà a facilitare le sue operazioni di voto.  Per ulterori dettagli sulle modalità di voto per categorie speciali o per ottenere altre informazioni relative anche all’attività di scrutatore, visitate l’apposita pagina: http://elezioni.interno.it/faq.html  .

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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