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Etna, esplosione improvvisa: quattro persone ferite

L’Etna è un “vulcano buono”, nel senso che nella millenaria storia della sua esistenza non ha fatto registrare quasi mai dei morti per effetto diretto delle sue (lente) eruzioni. Ma rimane un vulcano, e come tale inaffidabile e imprevedibile. Lo sanno bene gli esperti che, da 20 anni a questa parte, chiudono ogni accesso in quota quando è in atto un’eruzione. E l’eruzione, in questi giorni, è in atto a singhiozzo… dal 27 febbraio, a giorni alterni, i crateri sommitali espellono gas, rocce e lava senza preavviso. Gli unici autorizzati a salire in quota, in casi come questi, sono tecnici geologi e vulcanologi. E proprio un gruppo di loro è stato investito dalla improvvisa esplosione freatica (video qui) avvenuta poche ore fa in zona Pian del Lago.

Quando la lava incontra la neve…

L’esplosione freatica è un processo che avviene quanto l’eccessivo calore della lava incontra l’eccessivo gelo della neve d’alta quota. In quel momento, la neve passa istantaneamente dallo stato solido a quello gassoso e si verifica una esplosione di vapore. Chi si trova nelle vicinanze può essere ferito per via del getto caldo che lo colpisce e brucia la pelle, o per via dei sassi che vengono proiettati in aria. I vulcanologi dell’INGV di Catania si trovavano in quota per lavoro, per monitorare e registrare le novità eruttive delle ultime 24 ore. Forse nemmeno loro si aspettavano questa esplosione, anche perché la colata di lava fuoriuscita ieri sera non sembrava ancora aver raggiunto la zona nevosa da cui passa la strada. I feriti sono quattro, per fortuna nessuno in gravi condizioni, ma è stato necessario il ricovero in ospedale per accertamenti.

L’anomala eruzione

Ennesimo evento, quello di oggi, che rende l’eruzione attuale ancora più anomala. Esplosioni di lava si susseguono da due fratture diverse del nuovo cratere (monte Sella) formatosi in pochi giorni due settimane fa, colate di lava da nuove fratture apertesi ai piedi del cono Sud Est, e poi queste infiltrazioni di lava sopra e sotto la neve … a sorpresa, a velocità che non si credevano possibili. Il lavoro dell’INGV non è affatto finito e, conoscendo la bravura di questi “custodi del vulcano”, siamo sicuri che anche con le bende e le stampelle torneranno a sfidare il fuoco in cima all’Etna. E anche per stavolta “è andata bene”. (foto di Grazia Musumeci: l’esplosione freatica del 16 marzo 2017)

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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