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Ischia, terremoto 4.0. Morti e feriti

Alle 21 circa di ieri, 21 agosto, la terra ha tremato sull’isola di Ischia. Un tremito nemmeno considerevole (magnitudo 4.0, cioè quello che per i geologi è un “terremoto non preoccupante”) ma avvenuto a meno di 10 km di profondità e tanto basta per sbriciolare qualche casa, soprattutto su un’isola in cui le case sono ancora antiche e semplici, case di pescatori. Fin qui sarebbe tutto normale, se non fosse che il terremoto di ieri ha provocato 2 morti e oltre 30 feriti di cui alcuni gravi.

Un terremoto “lieve”

Sono crollate case abitate, ma non case “povere di pescatori”, case recenti… costruite nel secolo scorso. E come al solito, in Italia, le magagne vengono allo scoperto con le disgrazie. Mentre si raccolgono i corpi e ci si domanda ancora una volta “perché”, si scopre che molti muri sono fatti col cosiddetto cemento impoverito, ovvero un tipo di cemento con percentuali eccessive di sabbia, materiale che non regge nemmeno una scossa così debole. “Assurdo, allucinante morire per un terremoto così lieve!” gridano oggi gli scienziati, ricordandoci che in Cile, in Giappone e perfino nella povera Grecia terremoti molto più forti (6.0, 7.5…) hanno fatti appena qualche ferito. Il problema dunque ancora una volta è il “sistema Italia” che preferisce pensare al dopo e non alla prevenzione.

Un anno fa Amatrice

Il centro più colpito, con crolli e il maggior numero di feriti (incluse le due vittime), è il comune di Casamicciola che non è nuovo a eventi sismici come questo (nel XIX secolo qui morirono 2000 persone durante un forte terremoto). Eppure ancora niente è stato fatto per prevenire. Un anno fa di questi tempi piangevamo 300 morti ad Amatrice per un terremoto certamente forte ma non tanto da giustificare quella strage e allora si parlò di nuovo di prevenzione e sistemi antisismici. Facile a dirsi, meno a farsi. Occorrono moltissimi fondi per mettere in sicurezza tutte le case antiche del Paese e i soldi non ci sono. Perché purtroppo si spendono ancora per acquisti militari o per altre operazioni fondamentalmente inutili. (foto: Reuters – Repubblica)

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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