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In viaggio con Renault Captur alla scoperta del Portogallo – Da Milano a Porto [1/2]

E così avete deciso di venire a fare un salto in Portogallo. Buona idea perché da qualche anno a questa parte, grazie alle compagnie low cost, visitare questo splendido paese è diventato ancora più accessibile grazie a trasferimenti quotidiani che collegano gran parte delle città.

Una valida alternativa al classico viaggio aereo è l’automobile e da Milano, dove vivo, ci vogliono circa 20 ore di guida. Io ci sono andato in compagnia dell’auto che vedete in copertina: una splendida Renault Captur.

Il viaggio da Milano a Porto a bordo di Renault Captur

Per ammazzare la noia avete diverse possibilità: tanta musica che scaricate grazie alla funzione di Spotify Premium, un audiolibro che vi accompagna nel viaggio, un corso accelerato di Portoghese oppure potete fare un BlaBlaCar che vi farà trovare un minimo di compagnia e anche rientrare un minimo dei costi, che si aggirano intorno ai 200 euro per tratta. In relazione a questa ultima opportunità vi ricordo che dovete attraversare Francia e Spagna e quindi dovete fare un minimo di attenzione alle persone che trasportate, prima che trasportino merci illegali o peggio ancora che non siano in regola con i documenti. Verificate sempre i vostri passeggeri e se siete in dubbio fermatevi al confine.

Passate le paranoie iniziali per raggiungere il Portogallo avete sostanzialmente due opzioni: passare dal sud della Francia oppure passare da nord dell’Italia. Nel primo caso passerete la Costa Azzurra facendo la Milano-Genova-Ventimiglia per poi risalire da Marsiglia e fare Toulouse e poi Biarritz. Nel secondo caso fate la Milano Torino e poi fare arrivate a Grenoble, Lione e Bordeaux senza necessariamente passare il traforo. Le strade sono entrambe belle ed io ho scelto il sud per evitare problemi con la neve che poi comunque ho trovato all’altezza di Genova.

Se volete arrivare fino in Portogallo in auto vi consiglio di fare 1 sola sosta per dormire e cercare di fare una tirata per due giorni di fila. L’alternativa è farla in tre giorni ma ve lo sconsiglio. Se siete abituati a guidare vi consiglio di fare Milano – Tolosa, riposare e poi svegliarvi all’alba per fare Tolosa – Porto. La seconda tratta è ancora più lunga ma arrivati a Porto sarete talmente soddisfatti che non sentirete la stanchezza. Il segreto per guidare così tanto? Trovare qualcosa da fare in auto e fermarsi spesso – consiglio ogni due ore anche solo per 5 minuti, fare stretching e ripartire.

Altro consiglio di vita molto importante riguarda i limiti di velocità. Nella tratta francese di autostrada ho visto più flash che a Cannes durante il Festival del cinema – e non scherzo. Spero che non arrivi nulla ma davvero è un attimo.

I francesi sono molto seri con i limiti di velocità e basta un attimo di distrazione per vedersi recapitare in Italia un verbale anche solo per 1km/h. Il mio consiglio? Scaricate la app Coyote e investite per un abbonamento mensile. Comprate poi una bella ventosa e posizionate lo smartphone in un luogo visibile ma non di intralcio.

Coyote è un’applicazione che fa da navigatore e che segnala in anticipo e nel rispetto delle disposizioni di Legge, la presenza di ostacoli, ingorghi, rallentamenti ma soprattutto autovelox. C’è da dire che in Francia i velox sono ben segnalati ma davvero basta un attimo per prendersi una bella foto ricordo. Coyote è gratuito nel periodo di prova poi ha un costo proporzionato al periodo di abbonamento. Non fate i braccini e spendete 12 euro per l’abbonamento mensile, vi assicuro che sono in investimento più che ripagato. Se vi chiedete se è possibile usare Waze vi dico di si, ma Coyote è meglio perché segnala con più vigore la presenza di zone soggette a controllo (anche temporaneo – che waze non segnala).

Da Tolosa a Porto passerete per i Pirenei, strada non bellissima ma sempre sgombra. Non vi azzardate a correre perché i francesi sono abbastanza presenti sulle strade. Se volete esagerare arrivate a 132, 134 – giusto per la taratura del contachilometri – ma non oltre.

…to be continued…

Alessio

Ingegnere (anche conosciuto come LINGEGNERE, tutto attaccato) da sempre appassionato di fotografia applica il suo talento a vari settori quali le automobili, le moto ed il turismo. Viaggiatore seriale sempre in bilico tra due mondi: quello serio fatto dalla giacca e dalla cravatta e quello più leggero, fatto dall'avventura zaino in spalla. Cercate i suoi lavori, seguitelo sui social.
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