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In viaggio con Renault Captur alla scoperta del Portogallo – Da Milano a Porto [2/2]

…segue dal primo articolo…

Passati da Biarritz arrivate in Spagna e qui la musica cambia perché i 130 km orari italiani e francesi vi sembreranno un sogno, giacchè qui il limite è 120. Vedetela come un’opportunità per risparmiare benzina. Anche qui Coyote aperto sullo smartphone e via in tutta sicurezza.

C’è da dire che la Spagna non ha molti velox, penso di averne incontrati tre, ma come sempre occhi aperti e rispetto del codice della strada.

Arrivati in Portogallo dalla Spagna noterete immediatamente un netto cambio nello stile di guida. Se in Francia vige la correttezza, in Spagna l’ordine, in Portogallo noterete di aver passato il confine perché la gente è solita tallonare, non chiede strada: tallona – si chiama TAILING ed è una cosa abbastanza fastidiosa che ho visto fare molto spesso.

La prima delle vostre preoccupazioni sarà pagare l’autostrada visto che venendo dalla Spagna finirete sotto il magico sistema SCUT ovvero il prelievo automatico di denaro sulla base della targa del vostro veicolo. Certo ma come fanno ad associare me alla macchina ? Bella domanda.

Qui parte la prima delle vostre avventure: pagare l’autostrada con il sistema SCUT.

Il sistema SCUT (ora mi pare di aver capito che si chiami “estradas AUTO”) è stata la mia ansia per tutto il viaggio perché il suo pagamento non è intuitivo. Ci sono diverse opzioni: la prima è la più facile e basta fermarsi in uno dei punti dove associare la carta di credito alla targa. Sono dei piccoli gazebi che però sono molto rari e se non sapete dove si trovano potreste diventare matti, giacchè si trovano solo al confine del paese. La seconda opportunità che avete è rappresentata dal pagamento attraverso gli uffici postali. In pratica dovete andare presso un qualsiasi ufficio postale ed acquistare un voucher prepagato che poi dovrete associare alla vostra targa tramite l’invio di un semplice SMS. Sembra facile, direte voi. No, rispondo io.

Non è semplice perché in realtà non avrete mai la certezza che tutto sia perfettamente a posto ed è necessario rivolgersi a servizio di assistenza telefonica per essere sicuri non incorrere in sanzioni. Nel mio caso ho telefonato un paio di volte e devo dire che gli operatori, formati per parlare inglese, mi hanno aiutato.

Non tutte le autostrade utilizzano questo sistema e molte delle tratte funzionano ancora con il Vecchio casello che quanto meno vi permette di stare tranquilli.

Arrivato in Portogallo

Appena arrivati in Portogallo non potete fare a meno di notare che i prezzi sono tendenzialmente molto bassi e c’è un forte divario tra i prezzi del nord ed i prezzi del sud. Entrando dai Paesi Baschi (nord della Spagna) ho approcciato per prima la zona della Breganza ed un caffè ed una bibita locale mi sono costati meno di due euro. Lo stesso vale per il cibo. Ho provato a cenare bene spendendo meno di 10 euro.

Nel caso di un viaggio on the road sconsiglio fortemente di prenotare in anticipo, specie se pensate di viaggiare fuori stagione. Questo perché il Portogallo è un posto tutto da scoprire e capita spesso di trovarsi a volersi fermare qualche ora in più in un posto di cui si rimane affascinati.

Discorso roaming telefonico.

Non usate Vodafone Passport, anzi disabilitatelo proprio. So che gli amici di Vodafone potrebbero non essere contenti di questa mia affermazione ma alla data di redazione dell’articolo Vodafone Passport costa 3 euro e garantisce 30 minuti di telefonate in ingresso, 30 in uscita e 200 mb a giorno. Se ricevete poche telefonate disabilitate il servizio ed affidatevi ad un operatore locale. Io con NOS ho sottoscritto una ricaricabile che mi garantiva Internet illimitato per 15 giorni. Il costo? 15 euro il servizio e 3 euro la SIM vuota.

Ora che sapete le basi potete seguire il mio viaggio per il paese a bordo di Renault Captur.

Alessio

Ingegnere (anche conosciuto come LINGEGNERE, tutto attaccato) da sempre appassionato di fotografia applica il suo talento a vari settori quali le automobili, le moto ed il turismo. Viaggiatore seriale sempre in bilico tra due mondi: quello serio fatto dalla giacca e dalla cravatta e quello più leggero, fatto dall'avventura zaino in spalla. Cercate i suoi lavori, seguitelo sui social.
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