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Betania oltre il Giordano, dove fu battezzato Gesù – [Itinerario in Giordania]

È uno dei luoghi più intrisi di sacralità della Giordania, oggi un parco archeologico tra i più visitati del paese e meta di pellegrinaggio per cristiani e appassionati di storia. Il nostro viaggio inizia così, con un tuffo al centro di quella che è la massima espressione della spiritualità. Per dirla con le parole di Zial, la nostra guida, “il punto più profondo della terra eppure il punto più vicino a Gesù”. Profondità data da una questione geografica e vicinanza a Gesù data dal fatto che a Betania c’è il luogo in cui è stato battezzato Gesù e dove Papa Francesco (come altri Papi prima di lui) si è recato in occasione della Sua visita. L’evento, sicuramente importante, è stato anche enfatizzato dal fatto che l’auto che condusse il Papa al luogo del battesimo venne guidata dal Re in persona, accompagnato dall’intera famiglia reale.

Riportato alla luce soltanto alla fine degli anni Novanta, grazie ad anni di ricerche, studi biblici e testimonianze lasciate da antichi pellegrini che hanno consentito di identificare il sito di Tell al-Kharrar (collina di Sant’Elia), a circa un paio di chilometri dalla sponda orientale del fiume Giordano e nove chilometri a nord del Mar Morto.

Chiese, sale di preghiera, cisterne, resti romani e bizantini, celle per i monaci, sistemi di canalizzazione, vasche battesimali, ricoveri per i pellegrini, vasellame e monete: a Betania oltre il Giordano si trova – nella zona del colle di Sant’Elia – la grotta in cui visse e operò Giovanni Battista e intorno alla quale è stata costruita la Chiesa bizantina dove si può visitare la fonte utilizzata per i battesimi (visitabile grazie a un canale artificiale). Gli scavi hanno fatto emergere anche un edificio dell’inizio del III Secolo decorato con un pavimento in mosaico bianco e quella che oggi è nota come “la stanza della preghiera” cristiana.

Betania si trova allo stesso livello del Mar Morto, quindi a circa 400 metri sotto il livello del mare. Il clima, perciò, è molto caldo soprattutto in estate e il tasso di umidità in media più elevato che in altre parti del paese.

L’accesso al sito è fortemente regolamentato e perché di fatto il piccolo lembo di acqua separa due Stati amici ma pur sempre diversi: Israele e la Giordania. Per poter visitare la zona è quindi necessario fare una serie di controlli ed attendere un pulmino che porta i turisti a blocchi, in modo da tenere tutto sotto controllo ed evitare passaggi di frontiera indesiderati.

Il sito è ricco di spiritualità e le scene che si vedono sono forti. Consiglio: portatevi l’acqua. La camminata non è impossibile ma raggiungere il bordo più estremo richiede circa 30 minuti di impegno.

 

Alessio

Ingegnere (anche conosciuto come LINGEGNERE, tutto attaccato) da sempre appassionato di fotografia applica il suo talento a vari settori quali le automobili, le moto ed il turismo. Viaggiatore seriale sempre in bilico tra due mondi: quello serio fatto dalla giacca e dalla cravatta e quello più leggero, fatto dall'avventura zaino in spalla. Cercate i suoi lavori, seguitelo sui social.
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