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Petra. il centro del turismo giordano

Petra, dalle pietre color rosa che cambiano tinta a seconda della luce solare, non solo è una delle località turistiche più interessanti di tutta la Giordania ma è una delle sette meraviglie del mondo moderno. Questo fatto dovrebbe convincervi immediatamente del fatto che la destinazione merita un viaggio a prescindere dalle numerose bellezze offerte dalla terra di Giordania.

Petra è un sito archeologico collocato al centro sud del paese e vi si arriva dopo alcune ore di auto da Amman. Il sito risale al periodo dei Nabatei ed è stato custodito gelosamente dai beduini fino al 1812, momento in cui l’esploratore svizzero Johann Luwig Burckhardt la riscoprì e la rese celebre in tutto il mondo.

Al sito, che per anni è stato considerato una vasta necropoli, si accede da un cancello che funge da biglietteria e il primo tratto di strada, che può anche essere fatto a cavallo, conduce al SIQ, una gola racchiusa tra pareti vertiginose che porta al mondo antico e che si apre sul Tesoro, uno spettacolo che difficilmente potrete dimenticare. L’ipotetico percorso che vi permetterà di visitare l’intera zona archeologica è diviso in quattro tratte immaginarie: la prima che porta dalla biglietteria al SIQ, la seconda è il SIQ stesso (che porta appunto al Tesoro), la terza è la tratta che dal Tesoro porta al ristorante BASIN e la quarta tratta è quella che parte dal ristorante BASIN e che conduce al Monastero.

Idealmente una gita di poche ore vi permetterà di vedere superficialmente le prime tre tratte, una giornata intera vi permetterà di arrivare fino al Monastero e vedere in maniera più approfondita il sito archeologico.

Il mio consiglio tuttavia è di dedicare due giorni alla visita di Petra spendendo la prima giornata per raggiungere il monastero e dedicare la seconda giornata per incamminarsi lungo i sentieri meno battuti. Solo in questo modo potrete dire di aver visto completamente Petra.

Ne vale la pena? Assolutamente si.

Per correttezza vi dico che percorrere la “quarta tratta” richiede un minimo di preparazione ma lo spettacolo di cui potrete godere è impagabile. Niente di infattibile ma ricordatevi che una volta saliti gli 800 gradini scalpiti a mano dovrete ripercorrete tutta la strada a ritroso, fino alla biglietteria.

Sempre in tema di consigli mi permetto di ricordare che Petra ha due periodi di alta stagione. Il primo è da marzo a maggio ed il secondo da metà ottobre a fine novembre. Tra settembre e marzo dovete prestare attenzione alle condizioni del meteo perché le piogge improvvise potrebbero comportare inondazioni impreviste.

Che cosa vedere a Petra

Impossibile non vedere il SIQ che con i suoi 1,2 km di lunghezza rappresenta il biglietto di ingresso al sito archeologico. Le sue alti pareti verticali e il suo aspetto da canyon ricordano quasi il percorso di un fiume. Molti visitatori lo percorrono senza prestare attenzione ai diversi punti di interesse che si trovano lungo il cammino.

Il Tesoro è l’elemento più fotografato di tutta Petra e rappresenta il punto di ingresso nel sito archeologico. Leggenda vuole che il nome derivi da un immaginario tesoro lasciato da un faraone egizio che inseguiva gli israeliti tuttavia in pochi credono a questa leggenda.

Se, come me, siete appassionati di fotografia, allora dovete trovarvi qui davanti tra le 9 e le 11 del mattino, momento in cui il sole illumina la facciata.

L’altura del sacrificio è un punto panoramico al quale si accede tramite una scalinata segnalata poco prima del teatro. Vale la pena la salita anche se potete farla a bordo di un asino. Guardando gli obelischi alti più di 6 metri potrete notare il lavoro epico svolto per scavare.

Il Monastero, costruito come tomba, è il trofeo dopo una giornata di cammino. Vi si accede dopo aver salito gli 800 gradini scavati a mano nella roccia. A livello estetico è simile al Tesoro ma molto più grande grazie ai suoi 50 metri di altezza e 45 di larghezza. Si ritiene che venne usato come chiesa per via delle croci sulle pareti interne. Un consiglio: salite a piedi. Usare l’asino è pericoloso sia per voi sia per l’animale. Dal Monastero partono diversi tracciati tra i quali uno che porta a Piccola Petra.

Curiosità: le sculture che vedete sono state scavate dall’alto verso il basso, per facilitare il lavoro agli operai. Probabilmente vi chiederete il motivo per cui i nabatei preferirono intagliare piuttosto che edificare. Beh, la risposta è semplice. Già ai tempi erano noti gli effetti devastanti dei terremoti.Parlare di Petra richiederebbe un libro intero, di sicuro vi posso dire che la meta merita un viaggio in questo splendido paese.

 

  

Alessio

Ingegnere (anche conosciuto come LINGEGNERE, tutto attaccato) da sempre appassionato di fotografia applica il suo talento a vari settori quali le automobili, le moto ed il turismo. Viaggiatore seriale sempre in bilico tra due mondi: quello serio fatto dalla giacca e dalla cravatta e quello più leggero, fatto dall'avventura zaino in spalla. Cercate i suoi lavori, seguitelo sui social.
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