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Madaba, la città dei mosaici

È il centro abitato più vicino al Monte Nebo e dista dalla capitale Amman circa 35 km, in direzione sud-ovest. È la città di Madaba, conosciuta per la straordinaria bellezza dei suoi mosaici. Tra questi, il più celebre è senza dubbio la “Mappa di Terrasanta” nella Chiesa di San Giorgio.

Per noi è un momento di sosta per un pranzo e per un po’ di shopping. Il piccolo paese è infatti ricco di piccoli negozi con tanti prodotti diversi tra i quali suggerisco quelli derivati dal Mar Morto.

Se passate da queste parti per pranzo oppure cena mi permetto di consigliare una sosta al ristorante Haret Jdoudna non solo per l’aspetto particolarmente scenografico del ristorante ma soprattutto per la qualità del cibo, davvero eccellente. Consiglio il caffè con il cardamomo: lo adorerete.

Ma andiamo con ordine: Madaba sorge sull’antico sito biblico di Medba o Medeba, da cui ha poi preso il nome. Sorge sulla Via Regia, una strada costruita cinquemila anni fa che iniziava in Egitto e si allungava lungo la penisola del Sinai fino ad Aqaba. Ci si arriva dalla capitale Amman percorrendola in direzione Sud: Madaba è la prima tappa sul percorso.

La principale attrazione della città, che si trova nella chiesa ortodossa di San Giorgio, è un mosaico bizantino del VI secolo: una mappa della Palestina con un dettagliato itinerario per raggiungere Gerusalemme attraverso oltre 150 località. La presenza di alcuni importanti edifici, come il Santo Sepolcro, risalente al 543, hanno permesso di ipotizzare una datazione: il mosaico sarebbe stato completato nel 560.

Circa due milioni di tessere, di cui oggi resta visibile solo un terzo, ma che testimonia ugualmente una maestria di esecuzione unica al mondo.  L’arte del mosaico, l’arte musiva, è frutto di una prolifica scuola locale che ha abbellito moltissimi monumenti del paese, come anche il pavimento della chiesa sul Monte Nebo.

Altri mosaici sono presenti, a Madaba, in un palazzo distrutto da un incendio durante il terremoto del 749: tra questi, sono degni di nota alcuni sul tema della caccia ed il mosaico del leone che attacca un toro. Nello stesso sito si possono vedere i resti della chiesa dei Martiri, distrutta nel corso dell’VIII secolo.

Ma di Madaba resta nel cuore anche un altro aspetto: la sua esemplare tolleranza etnica e religiosa. Qui infatti, sebbene la maggior parte degli abitanti sia di etnia araba e religione islamica – con una significativa comunità cristiana – ospita anche una minoranza palestinese, composta principalmente da profughi. La convivenza è del tutto pacifica e questo conferma il ruolo di “terra di mezzo” in grado di attenuare le tensioni dei paesi limitrofi.

Alessio

Ingegnere (anche conosciuto come LINGEGNERE, tutto attaccato) da sempre appassionato di fotografia applica il suo talento a vari settori quali le automobili, le moto ed il turismo. Viaggiatore seriale sempre in bilico tra due mondi: quello serio fatto dalla giacca e dalla cravatta e quello più leggero, fatto dall'avventura zaino in spalla. Cercate i suoi lavori, seguitelo sui social.
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