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Jerash la città sepolta

Tutti la chiamano la “Pompei d’Oriente”: Jerash, l’antica Gerasa, è la seconda località giordana, dopo Petra, per numero di turisti. Abitata ininterrottamente da oltre 6500 anni, la città, a 30 chilometri dalla capitale Amman, si trova su una pianura circondata da aree boschive collinari e fertili bacini.

Conquistata dal generale Pompeo nel 63 a.C., cadde sotto il dominio dei Romani e fu annessa alla Lega della Decapolis, l’alleanza delle dieci grandi città romane.

Sepolta per secoli sotto la sabbia, l’antica Gerasa, riscoperta e restaurata negli ultimi 70 anni, è una testimonianza unica al mondo – vista anche la commistione con lo stile orientale – della grandezza dell’urbanizzazione condotta dai Romani nelle province dell’impero in Medio Oriente: strade lastricate, colonnati, templi in cima ad alture, meravigliosi teatri, spaziose piazze pubbliche, bagni termali, fontane e mura interrotte da torri e porte cittadine.

Quando si esplorano le rovine, è opportuno indossare un vestiario appropriato e comodo e scarpe resistenti. L’odierna Jerash sorge a est delle antiche rovine e le due città sono circondate dalle stesse mura di cinta.

La parte archeologica comincia con il Foro, posizionato nei pressi della porta meridionale in un avvallamento. Ha una insolita forma ellittica per la necessità di collegare l’asse del Tempio di Zeus con quello del cardus maximus. Il foro, dotato di 56 colonne ioniche, è lastricato con pietre di calcare di finissima qualità, che diventano via via più grandi man mano che ci si sposta verso l’esterno. La via principale della città è il cardo massimo, 800 metri che portano dal foro ovale alla porta nord. La pavimentazione è ancora quella originale e consente di vedere ancora i solchi dei carri e gli scoli dell’acqua. Le 500 colonne ai lati della strada, restaurate negli anni ‘60 del secolo scorso, avevano altezze diverse per adattarsi alle facciate dei palazzi che sorgevano alle loro spalle. Prima dell’incontro con il decumano sud si trova l’ingresso dell’agorà o macellum, il mercato cittadino.

Dal foro ci si sposta alle rovine del Tempio di Zeus, del 162, costruito su di un preesistente santuario romano. Di tutto l’edificio, però, restano solo alcune colonne di cui tre del peristilio; i massicci muri della cella del dio sono invece stati distrutti da un terremoto, come il resto del tempio. Alle sue spalle, il teatro meridionale, costruito tra l’81 e il 96. Dei due piani originari, solo il primo è ancora in piedi e sfoggia 32 file di posti, di cui alcuni ancora segnati coi numeri greci.

A sud della città svetta l’imponente Arco di Adriano: 37 metri di larghezza e 13 di altezza, fu eretto in onore dell’imperatore Adriano in visita durante l’inverno del 129-130 d.C. Alla base di ogni pilastro son scolpite ghirlande di foglie d’acanto, come se ne trovano alla base della Porta Meridionale, poco distante. Accanto all’Arco, si trova l’ippodromo: costruito tra il I e il III secolo, poteva ospitare sino a 15.000 spettatori.

Nella parte alta della città si trova il complesso delle tre chiese bizantine: la chiesa di San Giorgio, edificata nel 530 (ospitava splendidi mosaici che sono stati trafugati); la chiesa di San Giovanni Battista, del 531, con forma a ferro di cavallo: dei mosaici originari resta qualche traccia; la chiesa dei Santi Cosma e Damiano, consacrata nel 533, è l’unica delle tre che presenta mosaici in buone condizioni.

La cattedrale fu eretta nella seconda metà del IV secolo, dove un tempo sorgeva un tempio di Dioniso il cui ingresso è ancora parzialmente visibile. Anche se in rovina, le mura rimaste rendono l’idea di una grande struttura, una imponente basilica a tre navate.

L’imponente sito archeologico di Jerash si completa con la Chiesa di San Teodoro, il Ninfeo, il Tempio di Artemide e le terme.

 

 

 

Alessio

Ingegnere (anche conosciuto come LINGEGNERE, tutto attaccato) da sempre appassionato di fotografia applica il suo talento a vari settori quali le automobili, le moto ed il turismo. Viaggiatore seriale sempre in bilico tra due mondi: quello serio fatto dalla giacca e dalla cravatta e quello più leggero, fatto dall'avventura zaino in spalla. Cercate i suoi lavori, seguitelo sui social.
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