Home » Viaggi » Caltanissetta, bellezza dimenticata

Caltanissetta, bellezza dimenticata

Chi viene in Sicilia pensa solo a Taormina, Siracusa, Agrigento, Palermo e di recente alle terre di Montalbano (Ragusa e provincia). Dimenticata e un po’ trascurata, al centro dell’isola sorge Caltanissetta. Non grandissima (63.000 abitanti) è stata a lungo capoluogo di provincia e oggi mira ad esserlo del nuovo distretto che si sta formando nel cuore dell’isola.  Caltanissetta ha antichissime origini sicane, fu poi terra di conquista per greci, romani e infine gli arabi che la chiamarono Qu’alat anissa (il castello delle donne), un nome che non ha un senso ben preciso e che forse è stato riadattato sull’antico nome bizantino Nissa, che indicava solo la provincia di provenienza dei dominatori. In effetti ancora oggi gli abitanti si chiamano “nisseni”.

Una bellezza discreta

Caltanissetta conserva una bellezza pura per la sua semplicità, ancora oggi intatta. Nel 1567 un forte terremoto devastò la città radendo al suolo l’antico castello arabo i cui resti furono usati per ottenere mattoni per la ricostruzione. Nel 1718 a Caltanissetta scoppiò una rivolta antisavoiarda, come in molti altri centri siciliani. Nonostante questi scontri, la città aderì all’Unità d’Italia proprio al regno dei Savoia nel 1860 e subito dopo conobbe un grande boom economico legato all’attività mineraria. Le miniere nissene hanno chiuso i battenti quasi tutte sul finire degli anni Sessanta del secolo scorso ma ancora oggi sono memoria e monumento di una grande epoca, cantata anche da scrittori come Pirandello e Sciascia (quest’ultimo nato proprio qui), e si possono visitare su prenotazione contattando l’associazione www.amicidellaminiera.it .

Cosa ammirare a Caltanissetta

Oggi Caltanissetta è una cittadina tranquilla che vive di agricoltura e piccolo commercio, molti sono gli abitanti che hanno lasciato la città per emigrare fuori dall’Italia ma oggi la popolazione si sta riequilibrando con l’arrivo di immigrati dal Nord Africa. Le architetture cittadine (ammirabili grazie alla Isola Pedonale in centro storico) sono la cinquecentesca cattedrale di S.Maria La Nova (foto a destra), la chiesa di San Sebastiano (foto a sinistra) del 1711, le chiese di San Giovanni, Santa Maria Maggiore, Santa Croce. Il monumento a Cristo Redentore in cima al Monte San Giuliano. E i palazzi Testasecca, Benintende, Palazzo delle Poste, Palazzo del Carmine (1371), Palazzo Moncada e i resti del Castello Pietrarossa. Se andate a Caltanissetta NON MANCATE di visitare gli stabilmenti dell’Amaro Averna .
(si ringrazia il blog  https://siciliamuseculture.blogspot.it/ ).

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
x

Guarda anche

Acrobati e magia. A Ragusa è tempo di “Ibla Buskers”

Il primo spettacolo fu organizzato quasi per gioco nel 1995. Erano presenti solo una decina ...

Condividi con un amico