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Unicef, salvaguardare i diritti dei bambini nelle città del mondo

Oggi nel mondo, una persona su 3 vive in una bidonville. Solo in Africa sono 6 su 10. Entro il 2020 quasi 1,4 miliardi di persone vivranno nelle baraccopoli. La denuncia arriva dal rapporto dell’Unicef intitolato “La condizione dell’infanzia nel mondo 2012: Figli delle città”.


Secondo i dati raccolti dall’organizzazione umanitaria milioni di bambini vivono nelle aree urbane senza avere accesso ai servizi di base ovvero ai servizi igienico-sanitari, all’istruzione, al diritto alla proprietà, alla protezione e a un ambiente sano. In paesi come l’Africa sub-sahariana e l’Asia meridionale quasi il 50% dei bambini nati non viene registrato, molti sono vittime di traffici e violenze, costretti a lavorare già all’età di 5. Secondo il rapporto nel 2010 quasi 8 milioni di bambini sono morti prima di aver raggiunto i cinque anni di età.

In questo quadro desolante c’è comunque una buona notizia sul fronte della lotta all’HIV: nel 2010 si sono ammalati meno bambini rispetto agli anni precedenti grazie al miglioramento nell’accesso ai servizi di prevenzione durante la gravidanza e l’allattamento. Nonostante ciò i dati restano preoccupanti, ad oggi infatti in tutto il mondo, 2,2 milioni di adolescenti tra i 10 e i 19 anni, convivono con l’HIV, per la maggior parte inconsapevoli della loro sieropositività.

Per l’Unicef occorre immediatamente investire di più nelle città così da portare avanti iniziative volte a migliorare le condizioni di benessere dei bambini. È necessario mettere i bambini al primo posto nel quadro dello sviluppo delle infrastrutture, della governance e della fornitura di servizi.

admin

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