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Perdita d'udito per 32 milioni di bambini: l'Oms lancia l'allarme

Quasi 32 milioni di bambini in tutto il mondo convivono con una perdita di udito invalidante eppure, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità,  6 casi su 10 si potrebbero evitare. A poche ore dalla Giornata mondiale dell’udito, che cade il 3 marzo, l’Oms scende in campo in difesa delle orecchie dei più piccoli con lo slogan “Childhood hearing loss: act now, here’s how” (Perdita di udito infantile: agire ora, ecco come). Dietro le sordità infantili, spiegano gli esperti, si nascondono diverse cause: si calcola che il 40% dei casi sia attribuibile a fattori genetici e il 17% a complicazioni che si presentano alla nascita – prematurità, basso peso, ittero neonatale – ma il 31% è invece legato a infezioni come il morbillo, la parotite, la rosolia e la meningite, e c’è infine un 4% di casi che dipende dall’inconsapevole utilizzo in donne incinte e neonati di farmaci ototossici, dannosi per l’udito. Viste le cause, sottolinea l’Oms, “è di vitale importanza vaccinare i bambini contro le malattie e regolamentare l’uso di alcuni medicinali e i livelli di rumore” negli ambienti.

Gli specialisti accendono i riflettori sull’intervento precoce: se la perdita di udito viene rilevata abbastanza presto, se si corre ai ripari con le cure necessarie, i più piccoli possono raggiungere il loro pieno potenziale. “Un bambino che fatica a sentire rischia di dover lottare per imparare a parlare, di avere un rendimento scolastico al di sotto delle proprie capacità, e soprattutto di finire isolato a livello sociale”, fa notare Etienne Krug, direttore del Dipartimento dell’Oms per la gestione delle malattie non trasmissibili, della disabilità, e della prevenzione di violenza e infortuni. “Tutto questo non deve accadere. Abbiamo una vasta gamma di strumenti che ci possono aiutare a prevenire, rilevare e trattare la perdita di udito infantile. Fra le possibili conseguenze dei disturbi di udito nei bimbi, l’Oms elenca anche un rischio aumentato di infortuni e, a livello sociale, di situazioni di povertà. A detta degli esperti è dunque cruciale l’incentivazione dei programmi di screening dell’udito sia sui neonati che fra i bambini in età prescolare e nelle scuole, ma anche la formazione specifica degli operatori sanitari. In generale le persone che convivono con una perdita di udito invalidante sono globalmente circa 360 milioni, il 5% della popolazione mondiale. La maggior parte vive in Paesi a basso e medio reddito.

admin

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