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Sids, nuove raccomandazioni contro morte in culla

Cute newborn sleeps wrapped in white blanket, shallow DOF

Dagli esperti americani arrivano le nuove raccomandazioni per scongiurare il pericolo di Sids, Sindrome della morte in culla o Sudden infant death syndrome. La definizione Sids si applica quando si possono escludere tutte le altre cause note per spiegare il decesso del neonato, da malformazioni a eventi dolosi. Il rapporto “Sids and other sleep related infant deaths: updated 20165 recommendations for a safe infants sleeping environment” redatto dall’American Academy of Pedatrics (Aap) ha individuato una serie di misure dirette a prevenire la Sids. Non è stata ancora definita con sicurezza una specifica causa medica in grado di spiegare la Sids ma ci sono invece una serie di comportamenti e di fattori di rischio che possono incidere significativamente sulla probabilità che la Sids si verifichi.

Il report, pubblicato sulla rivista Pediatrics, contiene una serie di utili raccomandazioni rivolte ai genitori e atte a creare un ambiente sicuro per il neonato. Tra i primi consigli c’è quello di far sempre dormire il bebè sulla schiena evitando l’uso di biancheria da letto morbida, compresi cuscini, paraurti per le culle, coperte e peluche che potrebbe ostacolare la respirazione del piccolo o causarne il surriscaldamento. La raccomandazione di evitare l’uso di biancheria da letto è valida anche per i piccoli che hanno superato i 4 mesi di vita.  I pediatri americani ricordano inoltre l’importanza di posizionare la culla nella camera dei genitori. Gli ultimi studi hanno infatti dimostrato che condividere la stanza con i genitori riduce del 50% il rischio di Sids. Non bisogna però far dormire il piccolo nel lettone. Occorre inoltre evitare di esporre il neonato a fumo, alcol e droghe, allattare il bimbo al seno e offrire il ciuccio nel momento del pisolino.

Valentina Garbato

Siciliana verace, mamma felice da pochi mesi e appassionata di scrittura da sempre. Amo la lettura, la musica, il cinema, gli amici e il buon cibo. Una laurea in giornalismo e tanti sogni ancora da realizzare.
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