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Influenza: i consigli dei pediatri per il rientro a scuola

In giorni in cui l’influenza costringe a letto grandi e piccini, dagli esperti arrivano i consigli per affrontare al meglio la malattia e la convalescenza.

La Società italiana di pediatria va in aiuto ai genitori con alcuni suggerimenti e rispondono ad alcune domande:

1) Quando può tornare a scuola il bambino? Ci sono situazioni in cui il bambino viene portato a scuola anche se è non completamente guarito. Questo prolunga la risoluzione della malattia creando, a volte, complicanze. Il consiglio dunque è quello di non portare a scuola un bambino non guarito e non completamente in forma.

2) . È sempre obbligatorio portare il bambino dal pediatra dopo 5 giorni di malattia? Non sempre, dipende dalle singole regioni. Esiste infatti un Decreto del 1967 e ancora in vigore che stabilisce l’obbligo da parte del medico di accertare la guarigione per il reinserimento in comunità dopo malattia, tuttavia numerosi atti legislativi regionali hanno annullato l’obbligo di certificazione. Ad esempio Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Liguria, Provincia di Trento, Piemonte, Provincia di Bolzano, Emilia Romagna hanno abolito l’obbligatorietà.

3) Che fare nelle regioni senza obbligo di visita pediatrica prima del ritorno a scuola? Se nella regione di residenza non c’è l’obbligo, vale l’autocertificazione dei genitori. Se il genitore ha però dubbi sullo stato di salute del bambino può richiedere il controllo medico del pediatra, indipendentemente dalla richiesta scolastica.

4) Nelle regioni in cui c’è l’obbligo, può essere richiesto il certificato di riammissione per motivi non medici? La certificazione è un atto medico. Non può essere usata per situazioni che non sono inerenti alla salute del bambino. Il certificato quindi, se non è per malattia nota al pediatra, non può essere compilato.

5)Che fare se il bambino è affetto da malattia a rapida diffusione? Quando per i bambini è richiesto l’isolamento per un determinato periodo, devono essere segnalati dal pediatra all’Autorità sanitaria o all’Ufficio d’Igiene competente. Per questo motivo il bambino deve essere sempre visitato dal pediatra per la diagnosi.

(Fonte: ANSA).

Valentina Garbato

Siciliana verace, mamma felice da pochi mesi e appassionata di scrittura da sempre. Amo la lettura, la musica, il cinema, gli amici e il buon cibo. Una laurea in giornalismo e tanti sogni ancora da realizzare.
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